Sono terminati i lavori per la realizzazione della nuova aula bioclimatica nel giardino della scuola dell’infanzia Diana, all’interno del parco del Popolo di Reggio Emilia. L’aula bioclimatica è uno spazio esterno pensato in continuità e perfettamente integrato con quello interno, che punta non solo ad ampliare gli spazi per le esplorazioni e le ricerche attraverso una pluralità di linguaggi, ma si propone di sperimentare un nuovo modello architettonico ed educativo “adattivo”, replicabile e adattabile anche nelle altre scuole dell’infanzia cittadine. La struttura, progettata secondo criteri innovativi e di sostenibilità in linea con la Strategia di Adattamento ai cambiamenti climatici in ambito urbano di Reggio Emilia, ha l’obiettivo di mitigare gli effetti del fenomeno “isola di calore”, contribuendo alla migliore gestione delle acque meteoriche e favorendo l’uso dello spazio durante tutto l’anno.
Oltre alla realizzazione dell‘aula bioclimatica, il progetto – a cura dello Studio Dusi – ha visto anche la riprogettazione della piccola tribuna in legno situata nel cortile della scuola dove vengono svolte alcune attività all’aperto, tra cui l’assemblea dei bambini; la sostituzione della recinzione e la riqualificazione del verde del giardino interno.
Tutti gli interventi sono stati progettati in linea con la filosofia del “Reggio Emilia approach” e con il concetto dello “spazio come terzo educatore”, in quella che è stata una delle prime scuole d’infanzia comunali in cui il professor Loris Malaguzzi condusse numerose attività di ricerca, e hanno previsto una connessione profonda tra i bambini e l’ambiente che li circonda, incoraggiando il loro sviluppo emotivo e cognitivo in armonia con la natura.
Un valore aggiunto del progetto è infine rappresentato dall’essere il risultato di un lungo e proficuo percorso partecipativo che ha coinvolto il personale dell’Amministrazione comunale, insegnanti e famiglie dei bambini, al fine di sviluppare un intervento che tenesse conto del punto di vista dei bambini e delle loro specifiche esigenze.
I lavori hanno visto un investimento complessivo di quasi 350.000 euro, interamente finanziato dal Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica (Mase) all’interno del programma sperimentale di interventi per l’adattamento ai cambiamenti climatici in ambito urbano.
“Grazie a questo intervento innovativo e sperimentale, che ci piacerebbe replicare anche nelle altre scuole dell’infanzia cittadine, è stato realizzato uno spazio bello e funzionale, vivibile durante tutto l’anno – dice il vicesindaco con delega ai lavori pubblici Lanfranco De Franco – Come Amministrazione vogliamo ringraziare il personale scolastico della scuola Diana e le famiglie per il percorso proficuo di confronto con i progettisti, che ha permesso di arrivare alla definizione di uno spazio che confidiamo verrà abitato con apprezzamento da parte di tutti e tutte”.
“L’intervento restituisce un’estensione degli spazi alla scuola d’infanzia comunale Diana, – sottolinea l’assessora alle Politiche educative Marwa Mahmoud – tra le più simboliche ed emblematiche del Reggio Approach. Questo progetto valorizza ulteriormente il suo parco e la sua vocazione storica fortemente educativa. Un elemento cruciale che ha caratterizzato questo progetto, fin dalla sua fase preliminare, è stato il percorso di condivisione con la scuola, le famiglie e il Consiglio Infanzia Città: ancora una volta, quindi, la partecipazione ha rappresentato un valore aggiunto e determinante per plasmare l’evoluzione degli spazi che abitano i più piccoli e il personale scolastico tutti i giorni”.
“Con la nuova aula bioclimatica della scuola dell’infanzia Diana uniamo educazione, natura e adattamento climatico – afferma l’assessora a Politiche per il Clima e Mobilità sostenibile Carlotta Bonvicini – È uno spazio che aiuta bambine e bambini a crescere in relazione con l’ambiente e allo stesso tempo sperimenta soluzioni replicabili per rendere le nostre scuole più resilienti ai cambiamenti climatici.”

IL PROGETTO – La struttura della nuova aula bioclimatica è costituita da una
sorta di porticato a copertura differenziata, in parte chiusa e in parte permeabile alla luce, all’acqua e all’interazione visiva con la vegetazione, pavimentata in legno e dotata di arredi per le attività all’aperto, fra cui due contenitori per il recupero dell’acqua piovana dal tetto, che possono essere adoperati dai bambini attraverso un rubinetto per il riempimento degli annaffiatoi.
L’intervento si ispira alle architetture liberty che adornavano i dehors degli chalet nei parchi cittadini di inizio Novecento, dal momento che l’area su cui oggi sorge la scuola un tempo ospitava lo Chalet Bottazzi, un edificio porticato che accoglieva attività di ristoro per i visitatori del parco del Popolo.
La struttura portante dell’aula bioclimatica è composta da pilastri in acciaio di 12 centimetri di lato, che sorreggono un telaio in tubolari quadrati e un grigliato metallico, progettato per sorreggere il verde rampicante che, col tempo, coprirà parte della struttura. La scelta dell’acciaio, oltre a garantire una notevole resistenza, riduce significativamente l’impatto del cantiere sul contesto urbano, grazie alla capacità di poter essere prefabbricato e facilmente assemblato. L’utilizzo di questo materiale ha inoltre consentito di ridurre i tempi di costruzione e l’emissione di polveri sottili e rumori, fattori che spesso impattano negativamente sugli spazi scolastici e circostanti. Infine, l’acciaio è un materiale riciclabile al 100%, contribuendo a un ciclo di vita più sostenibile per l’intero edificio.
Per la pavimentazione è stato invece scelto il legno, un materiale naturale che, oltre a essere esteticamente piacevole, offre importanti vantaggi ecologici grazie alla capacità di immagazzinare il carbonio, riducendo l’impronta ecologica dell’edificio. Inoltre, contribuisce al miglioramento del comfort acustico e termico, creando un ambiente più accogliente per le attività didattiche.
L’aula bioclimatica integra anche un sistema di raccolta delle acque meteoriche provenienti dalla copertura dell’edificio scolastico, con l’obiettivo di riutilizzarle per l’irrigazione e altri usi non potabili. Questa scelta non risponde soltanto a una logica di sostenibilità ambientale, ma ha anche un valore educativo: i bambini, coinvolti in attività didattiche legate al recupero dell’acqua piovana, avranno infatti l’opportunità di comprendere l’importanza del ciclo dell’acqua e dell’uso responsabile delle risorse naturali. Il progetto si trasforma così in uno strumento di sensibilizzazione ambientale in cui i più piccoli non solo imparano i concetti di riciclo e sostenibilità, ma possono anche vedere in azione i principi che promuovono un futuro più verde e resiliente. Si tratta quindi di una soluzione innovativa dal punto di vista educativo, quindi, che si caratterizza anche come un esempio di costruzione sostenibile, utilizzando materiali ecocompatibili e a basso impatto ambientale.
L’aula bioclimatica è stata affiancata da un ulteriore nuovo spazio a servizio dell’attività didattica, dove depositare e stoccare materiali e attrezzature di uso quotidiano.
In parallelo è stata completamente rinnovata in una veste più funzionale e moderna la tribuna all’aperto, il sistema di gradoni in legno situato nel cortile della scuola e utilizzato per le attività dei bambini all’aperto, che presentava segni di usura causati dagli agenti atmosferici. Al suo posto è stata impiantata una struttura in acciaio e pavimentazione in legno, realizzata con la stessa tecnologia costruttiva dell’aula bioclimatica: lo spazio sfrutterà il microclima e le zone d’ombra prodotte dalla vegetazione circostante, con un migliore comfort termico soprattutto nei periodi più caldi.
È stata infine sostituita la recinzione esistente con una nuova soluzione che, garantendo la sicurezza dei bambini, favorisce una relazione più aperta e permeabile tra gli spazi scolastici e il contesto naturale circostante, creando una continuità visiva che inviti alla scoperta e al contatto con la natura. In questo modo, si favorisce un’interazione continua tra i bambini e lo spazio verde, stimolando la loro curiosità e sensibilità verso la natura, mentre la scuola diventa un luogo in cui i confini tra interno ed esterno si dissolvono, favorendo l’apprendimento attraverso l’esplorazione diretta dell’ambiente circostante.
IL VERDE – L’attività di progettazione dell’area cortiliva – curata dall’agronoma Marcella Minelli – ha visto il riordino e la riqualificazione in chiave adattiva degli spazi verdi esterni, al fine di ridurre le temperature superficiali durante le ore più calde e migliorare il microclima e il benessere dei bambini e delle insegnanti. Particolare attenzione è stata inoltre data alla valorizzazione della biodiversità per diversificare il patrimonio naturalistico esistente. Alle 15 specie vegetali, arboree e arbustive, che caratterizzavano a inizio lavori l’area verde del Diana, se ne sono aggiunte una ventina, anche caratterizzate da differenti colorazioni (fiori, frutti e foglie) nei diversi periodi dell’anno. Questo, attraverso il passaggio delle stagioni e il variare delle colorazioni, punta a creare consapevolezza, anche nelle famiglie utenti e negli studenti della vicina Università, rispetto al tema dei cambiamenti climatici e del benessere generato dal rapporto osmotico con la natura.
In accordo con le insegnati, si è scelto quindi di aprire la vista del cortile sull’esterno: verso il parco, con il suo cedro secolare e il cerchio ordinato formato dai platani, ma anche verso alcune delle parti più caratteristiche del centro storico, come il teatro Cavallerizza e l’ex Caserma Zucchi. Sono quindi state eliminate alcune parti di siepe e create aperture verso l’esterno, andando a valorizzare l’effetto ombreggiante caratteristico delle specie arboree presenti e creando un effetto di ricircolo dell’aria grazie alla diversa temperatura tra gli spazi in ombra, dentro la scuola e quelli soleggiati e inghiaiati all’esterno.
All’interno del cortile sono poi state introdotte diverse specie ombreggianti (rampicanti) e sostituite alcune piante di glicine in posizione poco favorevole con altre specie, creando continuità con l’ombra della pergola bioclimatica, con effetti rinfrescanti diversi.
L’eliminazione di parti di siepe sempreverde, ha permesso anche la sua parziale sostituzione con altre specie caratterizzate da fogliame di diverso tipo, facilitando così anche la comprensione da parte dei bambini, tramite l’osservazione, degli effetti della diversità fogliaria e della loro capacità di migliorare la qualità dell’aria.
È stato poi introdotto un sistema di drenaggio proprio all’entrata della scuola, per diminuire il sovraccarico fognario in caso di forti piogge, favorendo l’infiltrazione dell’acqua in profondità e immagazzinandola negli strati inferiori del terreno. Il drenaggio è stato finito con ulteriore strato di ciottoli di diverso colore e materiale, da utilizzare per far percepire ai bimbi la loro singola capacità riflettente e contribuire quindi a stimolare la loro tattilità.
Il progetto ha previsto infine il posizionamento in prossimità del porticato di tre grandi rocce originate da tronchi di legno fossili.


