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Con ‘L’italiana in Algeri’ prosegue la stagione lirica al Teatro Comunale di Modena

Prosegue la stagione lirica al Teatro Comunale di Modena con L’italiana in Algeri, celebre titolo del teatro comico rossiniano su libretto di Angelo Anelli. L’opera va in scena in un nuovo spettacolo coprodotto con Fondazione I Teatri di Reggio Emilia (dove ha debuttato lo scorso 20 febbraio), Fondazione Teatri di Piacenza, Fondazione Ravenna Manifestazioni / Teatro Alighieri, Fondazione Haydn di Trento e Bolzano, Teatri di OperaLombardia, per la regia di Fabio Cherstich, con scene di Nicolas Bovey, costumi di Arthur Arbesser e luci di Alessandro Pasqualini.

La direzione musicale dello spettacolo è affidata a Alessandro Cadario, alla guida dell’Orchestra dell’Emilia-Romagna Arturo Toscanini e del Coro Claudio Merulo di Reggio Emilia preparato da Martino Faggiani.
Nel ruolo di Mustafà è impegnato Giorgio Caoduro, Laura Verrecchia interpreta Isabella, Ruzil Gatin è Lindoro, mentre Marco Filippo Romano dà corpo a un Taddeo centrale nel meccanismo comico rossiniano. Completano il cast Gloria Tronel (Elvira), Barbara Skora (Zulma) e Giuseppe De Luca (Haly).

La storia è nota: Algeri, il bey Mustafà sogna una donna italiana, mentre Isabella, giovane italiana intraprendente, arriva in città alla ricerca dell’amato Lindoro, prigioniero dei corsari. Con intelligenza e ironia, Isabella rovescia i rapporti di forza, smonta il potere di Mustafà e conduce tutti verso un finale di fuga e liberazione.  La regia di Fabio Cherstich costruisce un’ambientazione contemporanea, volutamente instabile: una villa incompiuta, sospesa in un tempo indefinito, che sembra promettere ordine ma non garantisce nulla. “Questa messinscena de L’italiana in Algeri nasce dalla volontà di restituire fisicamente, teatralmente, l’energia incontenibile della musica di Rossini – spiega il regista -. Un’energia comica, travolgente, esplosiva, fatta di accumuli, slanci, cortocircuiti, trappole ritmiche e detonazioni improvvise. È una macchina scenica costruita per andare fuori controllo, in cui il grottesco non è un’estetica ma una lente: i personaggi sono maschere dichiaratamente stereotipate, esagerate, deformate. Mi diverte affrontarle proprio per questo, abitare senza difese il loro lato caricaturale, farne emergere la violenza buffa, la fragilità ridicola, la teatralità scoperta. L’ambientazione è contemporanea ma non realistica: una villa in costruzione – o forse mai completata – in un luogo indefinito, assolato, fermo nel tempo. Uno spazio che contiene tutto ma non assicura nulla. Oggetti rubati o dimenticati convivono con materiali da cantiere: divani, sdraio, sedie da ufficio trasformate in troni, carriole che diventano mezzi di trasporto o bidoni che diventano piedistalli cerimoniali. I personaggi lo abitano con naturalezza, come se fosse sempre stato così: è la distanza tra il caos che vediamo e la disinvoltura con cui lo attraversano a generare il comico.”

Giovedì 5 marzo alle 18 si terrà il consueto “Invito all’opera” (Sala del Ridotto, durata 60 minuti, ingresso libero da via Goldoni 1), ospite il musicologo Piero Mioli.

  • Giovedì 5 marzo ore 18 – Invito all’opera
  • Venerdì 6 marzo 2026 ore 20 – Prima rappresentazione
  • Domenica 8 marzo 2026 ore 15.30 – Seconda rappresentazione

Biglietti da 26 a 65 € salvo riduzioni. I biglietti si possono acquistare online, presso la biglietteria del Teatro, o telefonando allo 059 2033010. Info su www.teatrocomunalemodena.it.

















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