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Reggio Emilia, adescava le vittime alla fermata del bus: dopo il corteggiamento, la violenza

Giovane residente nel reggiano raggiunto da misura cautelare

Con un approccio all’apparenza banale alla fermata del bus, qualche complimento e il tentativo di instaurare una falsa familiarità, sono iniziati gli incubi per due ragazze, una delle quali minorenne, che una volta lontane da aree frequentate, sono state costrette a subire atti sessuali con violenza. Si tratta di gravissime condotte delittuose quelle presuntivamente compiute dall’attuale indagato. Al termine degli accertamenti condotti dai carabinieri della stazione di Corso Cairoli — ai quali le giovani vittime hanno sporto denuncia raccontando dettagliatamente i fatti — un giovane residente nel reggiano è stato denunciato in ordine al reato di violenza sessuale aggravata e continuata.

L’attività investigativa dei Carabinieri della stazione di Corso Cairoli è scaturita dalle denunce presentate da due vittime, una delle quali minorenne. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, e confermato dalle testimonianze raccolte, l’indagato seguiva uno schema d’azione ricorrente: agganciava le vittime sugli autobus o alle fermate dei mezzi pubblici utilizzando pretesti banali, come la richiesta di un accendino o di potersi sedere accanto a loro. Una volta stabilito un primo contatto, il giovane cercava di conquistare la fiducia delle ragazze condividendo dettagli personali per creare una falsa familiarità. Il passo successivo consisteva nel condurle, con la persuasione o con la forza fisica, in luoghi isolati o presso la propria abitazione.

I fatti contestati risalgono alla fine del 2025. In un primo episodio, l’indagato avrebbe trascinato una ragazza all’interno del proprio appartamento, impedendole di uscire e costringendola a subire palpeggiamenti e baci ripetuti sul letto, nonostante i tentativi di resistenza della vittima. In una seconda circostanza, l’indagato avrebbe bloccato una giovane nei pressi di un muretto, afferrandola per il giubbotto e toccandole ripetutamente le parti intime.

Il Giudice ha ritenuto sussistenti i gravi indizi di colpevolezza basandosi sulle dichiarazioni delle vittime, definite precise, coerenti e supportate da riscontri testimoniali e documentali. La pericolosità della condotta, caratterizzata dalla ripetitività e dall’uso della forza per vincere la resistenza delle vittime, ha reso necessaria l’applicazione della misura cautelare dell’obbligo di presentazione quotidiana alla P.G. e cumulativamente il divieto di avvicinamento alle vittime. All’uomo è stato prescritto di non avvicinarsi all’abitazione delle due ragazze e ai luoghi dalle medesime frequentati, mantenendo una distanza di almeno 1.500 metri e di non comunicare con qualsiasi mezzo e in qualsiasi modo con le vittime.

Provvedimento di natura cautelare che è stato eseguito dai carabinieri di Cadelbosco Sopra nel cui comune il ragazzo vive.

















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