In merito alle recenti esternazioni del Comitato per la Salvaguardia e Tutela del Torrente Enza, il Commissario straordinario per la diga di Vetto, Stefano Orlandini, ritiene opportuno fornire alcuni chiarimenti:
“Il Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali (DOCFAP) relativo alla diga di Vetto è stato redatto dal Raggruppamento di Imprese aggiudicatario di una procedura di gara pubblica, gestita dal Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale nel pieno rispetto della normativa vigente. Il DOCFAP è stato sviluppato con elevata professionalità e costituisce uno strumento di analisi comparativa delle alternative, come previsto dal quadro normativo, e non un progetto definitivo dell’opera.
Le osservazioni formulate dalla Regione Emilia-Romagna, da ATERSIR e dall’Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po rientrano pienamente nella fisiologia di un procedimento complesso e articolato quale quello di una grande infrastruttura. Tali contributi, pervenuti con spirito costruttivo, sono già stati oggetto di una determinazione formale di presa d’atto, trasmessa agli enti competenti, e costituiscono un patrimonio conoscitivo prezioso per l’evoluzione delle successive fasi progettuali.
È importante ribadire che il DOCFAP non è la sede nella quale vengono assunte decisioni progettuali definitive, né tantomeno quella in cui vengono esaurite le valutazioni geologiche, geotecniche, sismiche e di sicurezza idraulica dell’opera. Tali approfondimenti sono demandati, secondo la normativa vigente e le consolidate buone pratiche della progettazione italiana, ai livelli successivi di progettazione, nei quali le osservazioni ricevute verranno pienamente integrate e sviluppate.
Il Commissario desidera altresì sottolineare che la sicurezza dell’opera e dei territori a monte e a valle, inclusa quella relativa ai dissesti di versante e alla sicurezza idraulica, non è in alcun modo negoziabile. Non verrà realizzata alcuna opera che non garantisca pienamente la sicurezza dei cittadini. Questo principio guiderà l’intero iter progettuale e autorizzativo, in rigorosa coerenza con la normativa tecnica e ambientale vigente.
Le attività svolte sino ad oggi — DOCFAP e Dibattito Pubblico — sono state condotte con grande professionalità sia dal Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale, in qualità di soggetto attuatore, sia dal Responsabile del Dibattito Pubblico, dott. Andrea Pillon di Avventura Urbana, assicurando trasparenza, ascolto e partecipazione”.
Il Commissario straordinario conferma infine la propria piena disponibilità al dialogo, anche nei confronti delle posizioni più critiche espresse dal Comitato per la Salvaguardia e Tutela del Torrente Enza, ritenendo che un confronto continuo e civile con tutte le parti interessate sia essenziale per giungere alla realizzazione di un’opera che risponda nel modo migliore possibile all’interesse generale e ai bisogni di sicurezza, approvvigionamento idrico e tutela del territorio della Val d’Enza.
Il Presidente del Consorzio di Bonifica, Lorenzo Catellani, aggiunge:
“Il documento di fattibilità delle alternative progettuali è il risultato di un percorso che ha visto la selezione dell’affidatario con una rigorosa procedura di gara nell’ambito della quale è stato individuato nella piena correttezza della regolarità amministraitva, fra numerose offerte tecniche qualificate, il raggruppamento di imprese e professionisti che ha sviluppato l’attività. La mandataria, C. & S. Di Giuseppe Ingegneri Associati Srl,, realtà con ampia esperienza maturata nel mondo delle infrastrutture idriche, ha coordinato il lavoro di sette diverse realtà con specialistiche qualità professionali che hanno collaborato alla redazione del DOCFAP. Fra queste anche una spin off dell’Università di Palermo che ha curato l’analisi Costi Benefici. Il DOCFAP è un documento di alto valore tecnico costituito da un centinaio di elaborati e più di 1500 pagine di documentazione, liberamente consultabile sul sito dedicato al dibattito pubblico https://www.dptorrenteenza.it/“


