L’andamento nell’industria
Tra luglio e settembre il volume della produzione delle piccole e medie imprese dell’industria in senso stretto dell’Emilia-Romagna è sceso dello 0,5% rispetto allo stesso periodo del 2024.
Fra aprile e giugno la flessione era stata del -1,4%: potrebbero quindi emergere i primi segnali di una possibile fuoriuscita a breve da una fase di recessione durata due anni e mezzo.
I giudizi delle imprese sembrano anticipare un possibile cambiamento di tendenza. Il saldo tra le quote delle imprese che hanno rilevato un aumento della produzione e quelle che ne hanno riferito una riduzione rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente è passato da -4,3 punti a +1,8 punti, un dato che rappresenta il livello più elevato degli ultimi 30 mesi.
Anche l’andamento del fatturato complessivo ha segnato il primo lieve incremento dopo 24 mesi di flessione (+0,3%). Ma il fatturato estero ha confermato la flessione primaverile (-0,6%).
Il processo di acquisizione degli ordini ha interrotto la tendenza negativa, facendo registrare la prima variazione tendenziale positiva (+0,4%) dopo ventisette mesi di arretramento. Anche gli ordini provenienti dall’estero si sono confermati positivi (+0,3%) ma nel trimestre precedente erano a +1%.
Le imprese hanno indicato anche un incremento del grado di utilizzo degli impianti al 74,3%. Si è registrata però una lievissima flessione del periodo di produzione assicurato dal portafoglio ordini, passato da tre mesi a 11,8 settimane.
I settori industriali
L’alimentare è l’unico settore che realizza solo segnali positivi: fatturato +1,5%, quello dall’estero +3%, produzione +1%, ordini complessivi +0,7%, quelli dall’estero a +1,9%.
Per le industrie della moda nel corso dell’estate il fatturato complessivo ha registrato un primo marginale incremento (+0,7%) dopo due anni di decisa contrazione. La tendenza negativa del fatturato estero si è alleviata ma è rimasta comunque sostenuta (-2,6%). La produzione è ancora in flessione (-1,4%) ma veniva dal -4,7% del trimestre precedente. Il segno rosso degli ordini complessivi (-0,5%) è risultato decisamente meno ampio di quello del trimestre precedente che era -5,7%. Anche la dinamica negativa della componente estera degli ordini si è alleviata sensibilmente: -2,5% dal -5,9% del trimestre precedente.
La piccola industria del legno e del mobile realizza un piccolo incremento del fatturato (+0,2% dopo il -5,8% del trimestre precedente). Il fatturato dall’estero è ancora negativo -3,4% (ma era a -10,5% a giugno). Produzione +0,2%, ordini -1,1%, quelli dall’estero -3,3%.
Nell’estate 2024 si è sensibilmente alleviata la profonda fase di recessione dell’industria metallurgica e delle lavorazioni metalliche con fatturato complessivo ridotto del -1%, la riduzione minore dalla primavera 2023. Sul risultato ha gravato la più pesante tendenza negativa del fatturato estero (-2,5%). La produzione si è assestata a fine settembre a -1%. Mentre gli ordini complessivi hanno fatto registrare un lieve incremento (+0,3%) quelli dall’estero sono rimasti stabili.
Nell’importante raggruppamento delle industrie meccaniche, elettriche e dei mezzi di trasporto l’andamento del fatturato è divenuto positivo (+0,7%) per la prima volta dopo 18 mesi, mentre quello estero si è fermato a +0,1%. Ma l’andamento dell’inflazione ha portato ad una flessione in termini reali. La produzione è diminuita del –0,7%. Gli ordini complessivi sono rimasti sostanzialmente stabili (+0,2%), anche se quelli dall’estero si sono ridimensionati al +0,1% (dal +2% del trimestre precedente).
Nel gruppo eterogeneo delle “altre industrie” (che comprende le industrie dell’estrazione, della carta e stampa, della raffinazione, della chimica, farmaceutica, plastica e gomma e quelle della trasformazione dei minerali non metalliferi, ovvero ceramica e vetro, di altre industrie manifatturiere minori e la fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata) il fatturato complessivo ha segnato un contenuto incremento tendenziale (+0,2%), influenzato dal -1% del fatturato estero. La produzione è rimasta sostanzialmente stabile, mentre si è rafforzata la nuova tendenza positiva degli ordini complessivi (+1,6% sia per il valore complessivo che per quelli dall’estero).
L’andamento economico e la dimensione delle imprese
Le imprese minori hanno diminuito la produzione del -1,5%, il fatturato del -1,3%, gli ordini del -1,4%.
Meglio hanno fatto le piccole imprese dove la produzione ha fatto segnare un lieve incremento (+0,2%), il fatturato è rimasto sostanzialmente stabile (-0,2%), ma soprattutto gli ordini hanno fatto registrare la prima variazione tendenziale positiva dopo 30 mesi (+0,9%).
L’attività delle imprese medio-grandi ha portato ad un più contenuto calo della produzione (-0,6%), ad un’inversione della tendenza del fatturato (+1,1%) ed anche alla conferma dell’inversione in positivo della tendenza degli ordini complessivi registrata già la scorsa primavera (+0,7%). Ad incidere è stato il mercato interno a fronte di una leggera contrazione del fatturato e di una marginale crescita degli ordini sui mercati esteri.
Il Registro delle Imprese
Al 30 settembre le imprese registrate dell’industria sono risultate 44.599.
Nell’industria alimentare e delle bevande il saldo delle dichiarazioni delle imprese è risultato lievemente negativo (-10 imprese, -0,2%).
Al contrario, l’industria della moda ha contenuto sensibilmente la riduzione della base imprenditoriale (-5 unità, -0,1%).
Lievemente negativo l’andamento nell’industria della ceramica, del vetro e dei materiali refrattari (-6 imprese, -0,4%) e della piccola industria del legno e del mobile (-6 imprese, -0,2%).
Nell’importante comparto della metallurgia e dell’industria dei prodotti in metallo, che è il secondo per ampiezza della base imprenditoriale con 10.778 imprese, il saldo fra aperture e cessazioni è risultato lievemente positivo (+9 imprese, +0,1%).
Andamento analogo (+14 imprese, +0,1%) per l’ampio aggregato composto dalle industrie elettroniche, delle apparecchiature elettriche, dei macchinari e apparecchiature, degli autoveicoli e rimorchi, degli altri mezzi di trasporto e della riparazione, manutenzione ed installazione di macchine ed apparecchiature che è costituito da 10.971 imprese. Questo risultato è frutto della compensazione tra il saldo ampiamente positivo nell’industria della riparazione e manutenzione di macchine (+22 unità, +0,5%) ed il contributo negativo delle imprese operanti nella fabbricazione di computer e prodotti di elettronica e ottica; apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e di orologi (-6 imprese, -0,7%) e nel fondamentale e ampio settore della fabbricazione di macchinari e apparecchiature nca (-5 imprese, -0,1%).
Un altro contributo positivo alla variazione dello stock delle imprese è derivato dalle dichiarazioni delle imprese dell’insieme dell’altra manifattura (+13 imprese, +0,2%).
L’occupazione
Secondo l’indagine Istat, l’occupazione dell’industria in senso stretto dell’Emilia-Romagna nel terzo trimestre ha subito un sensibile arretramento rispetto allo stesso periodo del 2024 (-7,1%, -37.761 unità) ed è scesa a quota 496.592.
La tendenza dell’occupazione nell’industria regionale contrasta con l’andamento dell’occupazione complessiva in regione che nello stesso periodo ha avuto un discreto aumento (+1,4%, +27.610 unità).
Secondo Istat, il risultato negativo per l’industria in senso stretto regionale è stato determinato sia da una rapida diminuzione degli occupati alle dipendenze (-6,9%, -33.551 unità), che sono scesi a quota 454 mila, sia dall’ancora più rapida diminuzione dell’occupazione indipendente (-9,1%, -4.211 unità), che si è attestata poco al di sopra di quota 42.200.
La previsione
Secondo la stima elaborata a ottobre da Prometeia in “Scenari per le economie locali” nel 2025 il valore aggiunto reale prodotto dall’industria in senso stretto regionale dovrebbe riprendersi e mettere a segno un leggero recupero (+0,9%).
Nel 2026, nonostante la limitata crescita della domanda interna nazionale, la ripresa del commercio estero regionale dovrebbe sostenere la crescita valore aggiunto industriale (+1,1%).
Pesano le incertezze nello scenario internazionale, ma nel biennio l’industria è prevista essere la fonte più dinamica del valore aggiunto regionale.


