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Scam Santa Maria di Mugnano, “emissioni non nocive e sicurezza sotto controllo”

“Sebbene le emissioni di alcune lavorazioni abbiano un odore sgradevole, queste non sono nocive alla salute”. Lo ha affermato l’assessore all’Ambiente Vittorio Molinari, nella seduta di Consiglio comunale del 19 gennaio, rispondendo all’interrogazione presentata dal consigliere Giovanni Bertoldi (Lega Modena) sui piani di sicurezza legati all’azienda Scam, impresa che produce concimi organo-minerali e fertilizzate con sede in strada Bellaria in località Santa Maria di Mugnano.

Alla base dell’interrogazione di Bertoldi, la classificazione di Scam come stabilimento a rischio di incidente rilevante ai sensi della direttiva Seveso e le preoccupazioni espresse anche da alcuni cittadini per le emissioni odorigene, in particolare nelle ore notturne e nei giorni festivi, e per la gestione complessiva della sicurezza. Alla luce di tutto ciò, il consigliere chiedeva quindi all’amministrazione chiarimenti sull’aggiornamento e sulla diffusione dei piani di emergenza, sulle attività di informazione e coinvolgimento della popolazione, sull’adeguatezza dei controlli ambientali e sanitari, sulla preparazione dei soccorsi e sulla compatibilità dello stabilimento con un contesto, si legge nel documento, sempre più densamente abitato.

Nel rispondere in aula, l’assessore Molinari ha ricostruito il quadro normativo e operativo che riguarda Scam, ricordando che si tratta dell’unica azienda in città soggetta alla direttiva Seveso e che l’impianto opera sulla base di un’Autorizzazione integrata ambientale (Aia) rilasciata da Arpae, con controlli periodici. Ha spiegato che le emissioni odorigene non sono legate alla sintesi di prodotti fitosanitari ma alla produzione di fertilizzanti organo-minerali e che, pur potendo risultare moleste, “le stesse non sono nocive alla salute”.

Molinari ha illustrato l’aggiornamento dei piani di sicurezza interno ed esterno, il ruolo della Prefettura e degli enti coinvolti e le esercitazioni svolte. In particolare, ha ricordato l’esercitazione “per posti di comando” del 19 novembre 2022, coordinata dalla Prefettura, che ha coinvolto in modalità virtuale tutti i soggetti previsti dal Piano di emergenza esterno – dai Vigili del fuoco al 118, dal Dipartimento di sanità pubblica alle forze dell’ordine, da Arpae alla Protezione civile, fino al Centro di coordinamento soccorsi di Marzaglia – e durante la quale “l’unico elemento “percepibile” dell’esercitazione, quindi, fu il suono delle sirene”. Ha inoltre richiamato il test del sistema nazionale IT-Alert svolto il 24 gennaio 2024, che ha interessato un’area di circa 2 chilometri di raggio attorno allo stabilimento e ha comportato l’invio del messaggio di allerta a tutti i telefoni cellulari presenti o in transito nella zona, nell’ambito di una più ampia campagna di sperimentazione su scala nazionale.

L’assessore ha quindi ricordato che in entrambe le occasioni sono state attivate specifiche campagne informative rivolte ai cittadini e alle attività dell’area interessata, con la distribuzione di materiali informativi sui comportamenti da adottare in caso di reale emergenza.

Sul tema dei controlli, Molinari ha evidenziato che anche le emissioni attive nelle ore notturne sono dotate di sistemi automatici di monitoraggio e allarme, con registrazione dei dati a disposizione dell’autorità di controllo. Per quanto riguarda la compatibilità urbanistica, ha ricordato il parere dell’Ausl rilasciato in sede di rinnovo dell’Aia, secondo cui l’attività, se svolta nel rispetto delle prescrizioni, “non sia in grado di determinare effetti negativi nei confronti del sistema insediativo territoriale circostante”.

L’assessore ha quindi ribadito che non sussistono i presupposti per imporre il trasferimento dell’azienda, mentre è compito dell’Amministrazione e degli enti competenti proseguire e, se necessario, intensificare le attività di controllo e collaborazione, già rafforzate con i più recenti aggiornamenti autorizzativi. Da parte sua, ha aggiunto, “è impegno dell’Amministrazione proseguire nell’attività di controllo e supervisione”.

Concludendo, Molinari ha infine ricordato che in occasione dellultima seduta del tavolo tecnico è stato fatto anche il punto sull’aumento delle segnalazioni di cattivi odori, preannunciando all’azienda “l’introduzione in autorizzazione di un “valore obiettivo” fissato a 2000 ouE/mc (unità odorimetriche/mc). “Si tratta – ha spiegato all’aula – di una riduzione dei limiti significativamente al di sotto di quelli posti dalla normativa che Arpae – SAC ha già formalizzato il 24 ottobre scorso”.

Aprendo il dibattito, dopo la trasformazione dell’interrogazione in interpellanza, Maria Grazia Modena (Modena per Modena) ha richiamato l’attenzione sulla collocazione dello stabilimento Scam in un’area troppo densamente popolata e a ridosso del centro città. Per la consigliera questo è un problema ben più rilevante rispetto ai sistemi di allerta, per questo si potrebbe “chiedere alla Regione dei finanziamenti per spostare un’azienda potenzialmente pericolosa in zone meno critiche”.

Per Avs, Laura Ferrari (Avs) ha invitato a fare chiarezza per dissipare le preoccupazioni dei cittadini, sottolineando che il tema è attentamente presidiato da Comune, Asl, Arpae, Prefettura e Protezione civile e apprezzando il fatto che sia stato attivato un tavolo tecnico con l’azienda. “Le paure sulla salute, pur comprensibili, sono al momento infondate secondo i pareri sanitari, ma richiedono vigilanza rigorosa e dialogo con la comunità”, ha precisato la consigliera. A sua volta Martino Abrate ha chiesto di allargare lo sguardo anche alla condizione dei lavoratori dello stabilimento, circa un centinaio di persone, esposti a sostanze chimiche potenzialmente nocive, ricordando che dietro il tema dei pesticidi esistono rischi professionali concreti e collegando la questione al modello di agricoltura intensiva, che fa largo uso di prodotti chimici.

Nel suo intervento, Fabio Poggi (Pd) ha riconosciuto che se la Scam è l’azienda più pericolosa presente sul territorio comunale, è proprio per questo anche la più controllata. Il Comune, ha spiegato il consigliere, non può imporre vincoli diretti ma può vigilare, insistere sui controlli e garantire una corretta informazione ai cittadini sui piani di sicurezza. Poggi ha infine proposto di riattivare un confronto pubblico con l’azienda.

In replica, Giovanni Bertoldi ha sottolineato la flessibilità produttiva dell’azienda che rende più difficile una valutazione sanitaria adeguata. Pur riconoscendo l’assenza di incidenti rilevanti recenti, ha invitato a non abbassare la guardia, chiedendo controlli più frequenti, esercitazioni che coinvolgano direttamente i cittadini e un piano sanitario dedicato: “Il fatto che non ci siano stati incidenti finora, non può farci stare tranquilli”.

Concludendo il dibattito, l’assessore Vittorio Molinari ha riconosciuto la necessità di migliorare il coinvolgimento della popolazione, con comunicazione non allarmistica ma costante e con esercitazioni periodiche. I controlli, ha ammesso l’assessore, vanno intensificati e il confronto con i cittadini deve essere ripreso, ma “le preoccupazioni non vanno né alimentate né sottostimate: vanno piuttosto prevenute con informazione e controlli”.

















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