Il 9 maggio di 30 anni fa, dopo 55 giorni di prigionia, venne ritrovato a Roma, in Via Fani, il corpo crivellato di colpi di Aldo Moro.
“A mio avviso la morte del Presidente della Democrazia Cristiana rappresentò il momento più drammatico della destabilizzante strategia terroristica che mirava dritto al cuore dello Stato”.
“Oggi, malgrado l’importante eredità culturale e politica di Aldo Moro sia oggetto di contesa tra partiti di entrambi gli schieramenti, non si è riusciti a condividere una verità storica dei fatti: ancora ci si divide tra congiura del silenzio e memoria negata. Certamente nella ricerca della verità non aiutano gli ultimi episodi scorcentanti avvenuti a Modena: Oreste Scalzone e Renato Curcio – ex brigatisti che non hanno mai ripudiato la lotta armata – sono stati invitati da circoli di estrema sinistra a tenere una lezione sugli anni del terrorismo. Penso che abbia fatto bene il Sindaco di Modena Pighi a definire Curcio persona non gradita a Modena!
Forse dovremmo cominciare a ricercare la verità interpellando chi ha subito quel periodo, chi ha perso il marito o chi ha perso il padre. Perché è vero, come dice Mario Calabresi, figlio del Commissario Luigi Calabresi, oggi possiamo parlare di ex brigatisti ma non possiamo chiamarli ex assassini”.
“A Sassuolo proveremo a ricordare la figura del grande statista democristiano giovedì 15 maggio, alle ore 21.00, in Sala Biasin. Con il giornalista Giovanni Fasanella ripercorreremo i difficili avvenimenti politici e sociali degli anni ’70.
La serata si inserisce nel contesto della Giornata Nazionale delle Vittime del terrorismo ed è stata promossa da tutto il Consiglio Comunale di Sassuolo.
Ringrazio il Presidente del Consiglio Comunale e tutti gli amici e colleghi Consiglieri Comunali che – all’unanimità – hanno appoggiato l’iniziativa”.
(Tincani Fabrizio, Consigliere Comunale – Con Pattuzzi Uniti per Sassuolo)


