Il segretario modenese della Fiom/Cgil, Giordano
Fiorani, sul rinnovo del contratto nazionale di lavoro dei metalmeccanici e il referendum che si terrà fra i lavoratori il 25-26-27 febbraio.
Si svolge in questi giorni e nelle prossime settimane la vasta campagna di assemblee per illustrare in tutte le fabbriche metalmeccaniche della provincia l’ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro, al termine della quale i lavoratori e le lavoratrici sono chiamati ad esprimersi tramite referendum vincolante il 25-26-27 febbraio.
L’ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro dei metalmeccanici firmata da Fim, Fiom e Uilm e Federmeccanica lo scorso 20 gennaio, è frutto delle lotte dei lavoratori e di quanto ci hanno creduto con loro iniziativa. Se non è passata la volontà padronale di far saltare il contratto è merito loro.
Nel dare infatti un giudizio sostanzialmente positivo di questo rinnovo, pur in presenza di innegabili elementi di sofferenza, ritengo che si debba tener conto del contesto in cui si è giunti all’accordo, ovvero del tentativo forte di Federmeccanica e Confidustria di dimostrare che i contratti nazionali si possono anche non fare, e di arrivare al futuro tavolo confederale (confronto su riforma del sistema contrattuale) con i sindacati e i lavoratori sconfitti.
Questo obiettivo non si è realizzato.
E’ stato evitato il disegno di Confidustria di non rinnovare il contratto della più grande categoria dell’industria, e la volontà di puntare ad un contratto nazionale più leggero e dare più peso alla contrattazione aziendale. Ma questo significherebbe ridurre le tutele generalizzate per tutti i lavoratori e il ruolo di solidarietà fra i lavoratori di tutte le aree paese e tutte aziende, assicurati dal contratto nazionale. A fronte di una contrattazione aziendale che si fa solo nel 30% delle aziende italiane, percentuale che sale al 50% in realtà virtuose come la nostra provincia e in Emilia-Romagna. E comunque il potenziamento e l’estensione della contrattazione di secondo livello – che tutti auspichiamo – può esistere solo con un contratto nazionale altrettanto forte.
Fra gli aspetti positivi dell’accordo, l’aggiornamento di un rinnovato sistema di relazioni sindacali, la conferma dell’orario settimanale di 40 ore (respingendo la richiesta delle controparti di applicare norme di flessibilità previste dalla legge 66 quale l’orario settimanale medio), il limite dei 44 mesi per il lavoro precario (tempi determinati e somministrato), un aumento delle ore a disposizione dei rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) per attività di controllo all’interno degli stabilimenti sui problemi legati a sicurezza e condizioni di lavoro.
Il risultato salariale – aumento di 127 euro al 5° livello distribuito su 30 mesi – anche se è insufficiente al recupero del potere di acquisto dei salari (a tal fine è necessario anche un intervento di riduzione del prelievo fiscale su lavoratori e pensionati), è però un risultato positivo.
Inoltre, pur allungando la vigenza contrattuale (da 24 a 30 mesi), è fra le poche volte che l’aumento è più alto della richiesta in piattaforma (117 euro).
Inoltre, per i lavoratori che non svolgono contrattazione di 2° livello (50% degli addetti), sono previsti 260 euro annui di premio economico come elemento di perequazione, secondo la logica di un contratto nazionale che svolge un ruolo di solidarietà fra tutti i lavoratori. I meccanici sono l’unica categoria sindacale che ha una voce economica di questo tipo.
Sull’orario di lavoro, se abbiamo accettato l’aumento di 8 ore di straordinario comandato all’anno, non si deve però sottovalutare il diritto di effettuare riposi compensativi per tutte le ore di straordinario svolte (con il superamento della franchigia in banca ore prevista dal vecchio contratto).
Uno dei 7 permessi annui retribuiti (PAR) a fruizione collettiva, può essere spostato all’anno successivo, ma l’azienda deve discuterlo con le RSU.
Adesso la parola passa ai lavoratori e alle lavoratrici metalmeccanici in tutta Italia, che sono chiamati ad esprimersi sull’ipotesi di accordo sottoscritto tramite referendum il 25-26-27 febbraio.
La Fiom, insieme a Fim e Uilm, invita tutti a partecipare alle assemblee informative che si terranno nelle prossime settimane e ad esprimersi per il SÌ al referendum.
(Giordano Fiorani, segretario Fiom/Cgil Modena)









