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Riforma comunitaria del vino: Cia ER ‘inevitabile il compromesso’

Riforma comunitaria del vino: inevitabile il compromesso, ma in sostanza un accordo abbastanza positivo e nel complesso in linea
con le richieste avanzate dalla Confederazione. Battelli (presidente Cia Emilia Romagna): “auspichiamo una regolamentazione snella che alleggerisca le imprese vitivinicole dalla
burocrazia”.


“Una riforma apparentemente ‘senz’anima’ perché, rispetto alla prima comunicazione della Commissione nel 2006, il risultato finale è un
compromesso – a nostro parere inevitabile – tra le posizioni dei Paesi storicamente produttori del bacino del Mediterraneo ed i produttori del
nord Europa”.
Commenta in questo modo le conclusioni dei negoziati Comunitari sulla riforma dell’Organizzazione di mercato del vino (Ocm) il
presidente della Cia Emilia Romagna Nazario Battelli.
Il tutto, ciononostante, nel contesto di un giudizio abbastanza positivo rispetto ai risultati che l’Italia ha nel complesso ottenuto, e
sufficientemente in linea con le richieste della Confederazione.

“In questo anno e mezzo di trattative è emerso come l’Ue debba fare i conti con una forte eterogeneità di opinioni, esigenze e quindi proposte politiche: visto che il settore vitivinicolo è già di sua natura un comparto estremamente complesso e dinamico, è del tutto ragionevole che
questa riforma veda la luce senza avere in sé una univoca connotazione di obiettivi applicativi – rileva Battelli – In modo particolare ci
riferiamo al tema dello zuccheraggio, dove da una prima ipotesi di eliminazione totale si è giunti al compromesso di una sua limitazione che
ha però, di fatto, innescato un “recupero automatico” degli aiuti all’uso dei concentrati, lasciando sull’argomento una situazione sostanzialmente immutata rispetto a prima”.
Sarebbe stato molto peggio, a giudizio della Cia, l’aver mantenuto lo zuccheraggio senza aver potuto beneficiare degli aiuti ai mosti, oppure
allargare lo zuccheraggio a tutti i 27 paesi dell’Ue. Tra l’altro lo stanziamento di risorse in merito è stato incrementato rispetto alla proposta iniziale.
“Rispetto ai temi dell’estirpazione sovvenzionata –
prosegue Battelli – si è passati dai 400.000 ettari iniziali ai 175.000 finali, segnale questo di come le pressioni politiche dell’Italia e della
Cia in modo particolare: abbiano portato ad un risultato accettabile anche se di principio non condivisibile come misura”.

Il “menù” dell’envelope (quella parte di risorse dedicate all’ammodernamento del settore, ndr) è
stato ampliato anche con misure volte all’adeguamento della filiera produttiva, con la possibilità di gestire in quell’ambito le prestazioni
viniche e le distillazioni di crisi. La luce piena su questi aspetti potrà essere fatta solo a seguito dell’emanazione dei Regolamenti applicativi
previsti.

“Prendiamo atto che il ministro Paolo De Castro ha cercato di far introdurre la maggior parte di quelle istanze che il mondo vitivinicolo italiano aveva di recente espresso durante gli ultimi “stati
generali” del vino svolto a Roma l’8 novembre scorso – aggiunge Battelli – dimostrando grandi capacità negoziali”.

Tuttavia la Cia evidenzia una certa preoccupazione che nasce dal principio della deroga concessa all’Italia nel vietare alcuni nomi di vitigno sui vini da tavola; la deroga per l’Italia potrebbe scaturire in un vantaggio economico per i
competitor comunitari che invece potrebbero autorizzare lo stesso vitigno sui vini da tavola prodotti al suo interno. Vi sono poi altre misure come il divieto di miscelazione dei mosti extra Ue con mosti comunitari, l’obbligo di vinificare in zona di produzione le uve Doc e Igt, la possibilità di imporre l’imbottigliamento in zona per le Doc, la conferma delle attuali pratiche enologiche ammesse che vanno incontro a specifiche
esigenze della realtà vitivinicola Emiliano Romagnola “che non possiamo far altro che salutarle favorevolmente – conclude Battelli – e
auspichiamo una regolamentazione snella che alleggerisca le imprese vitivinicole di buona parte della burocrazia con la quale deve quotidianamente confrontarsi”.

















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