Una lettera con un bossolo calibro 9 indirizzata al presidente del Consiglio Romano Prodi è stata recapitata alla redazione romana del quotidiano il Giornale. Un sedicente Comitato giustizia sociale lancia intimidazioni al premier e scrive: “Prodi si dimetta o non ci saranno altri avvertimenti”.
Proprio ieri, altre due buste minatorie sono state recapitate al pm di Catanzaro Luigi De Magistris e al gip di Milano Clementina Forleo.
Appresa la notizia delle minacce pervenute al presidente del Consiglio, la presidente della Provincia di Bologna, Beatrice Draghetti ha espresso solidarietà a Romano Prodi.
La Presidente ha sottolineato la necessità di una risposta ferma da parte delle Istituzioni di fronte a segnali che non devono essere sottovalutati.
Solidarietà a Prodi è stata espressa anche da parte del presidente, Maurizio Cevenini a nome dell’intero Consiglio provinciale.
“Certamente Romano Prodi non è il nostro politico preferito, spesso non ne condividiamo le idee, ma all’uomo e al rappresentate delI’ istituzione ci sentiamo in dovere di esprimere tutta la nostra solidarietà. Questa volta le Br hanno puntato in alto, hanno voluto dare un segno di forza, una prova di invincibilità e consapevolezza della loro forza. Si sentono sicuri, protetti da un brodo di coltura nauseabondo, e si permettono di minacciare le maggiori Istituzioni dello Stato. Continua Giorgio Dragotto Presidente del gruppo assembleare Forza Italia della Regione Emilia-Romagna: “Mi rattrista moltissimo trovarmi spesso a dover esprimere solidarietà a persone colpite dalle minacce delle brigate rosse, e che anche Bologna sia nell’occhi del ciclone. In questo clima ritengo che la politica debba fare la sua parte: condannare l’ignominia dei terroristi che hanno assassinato uomini di grande valore, come il prof. Biagi, per annientarne le idee e lo spirito civico”.
Solidarietà al Presidente Prodi da parte del Sindaco di Bologna, Sergio Cofferati:
“Le minacce al Presidente devono trovare il contrasto dei sinceri democratici e delle Istituzioni e non devono in alcun modo rallentare
l’azione riformatrice del Governo”.


