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Arresto El Idrissi, Cassazione si riserva decisione

La Cassazione si è riservata la decisione sulla vicenda del movimentato arresto del tunisino Amer Oulkadi El Idrissi, avvenuto nel quartiere Braida di Sassuolo il 19 febbraio 2006, i giudici della suprema Corte decideranno domani se scagionare definitivamente i due Carabinieri e il Poliziotto su cui pesa l’accusa di aggressione.


La vicenda risale ad oltre un anno e mezzo fa quando l’arresto di El Idrissi venne filmato con un telefonino e finì su internet, immagini sgranate e poco chiare che facevano supporre un comportamento irregolare delle forze dell’ordine. Nel processo celebrato a Modena i due Carabinieri e il poliziotto erano accusati di aver malmenato l’immigrato marocchino durante le fasi dell’arresto, un procedimento nato proprio dopo la diffusione della pellicola, pochi fotogrammi confusi che dopo attente analisi hanno convinto la pubblica accusa, nel processo che si è svolto a Modena, dell’innocenza degli appartenenti alla forze dell’ordine.

Lo scorso novembre, infatti, il giudice per le indagini preliminari Barbara Malvasi aveva rigettato l’opposizione all’archiviazione presentata dall’avvocato di El Idrissi, Paolo Andreoli, una richiesta di archiviazione presentata dalla pubblica accusa, rappresentata dal Pubblico Ministero Mazzei, già a giugno del 2006. All’epoca la richiesta dia archiviazione venne accolta positivamente non solo dagli imputati e dalle loro famiglie ma anche dalla politica, in primis il Sindaco di Sassuolo Graziano Pattuzzi che parlò di “una sentenza che testimonia la bontà e la serietà della nostre forze dell’ordine”.
L’avvocato di Al Idrissi Paolo Andreoli non si è rassegnato ed ha presentato il ricorso in Cassazione, il legale si opponeva appunto alla richiesta di archiviazione ritenendo che i tre abbiano malmenato il suo assistito; la suprema Corte non ha accolto il ricorso ma dovrà ora decidere se nel comportamento dei militari ci sono gli estremi per un’azione. L’avvocato difensore dei Carabinieri e del Poliziotto, Enrico Aimi, si è detto fiducioso.


Al momento El IDrissi è latitante, di lui si sono perse le tracce dopo una rocambolesca fuga avvenuta lo scorso 12 giugno a Bologna, il magrebino vi era stato accompagnato prima del rimpatrio per permettere al console di identificare lo straniero e accertare che sia cittadino di quel paese. Una vita trascorsa ad entrare ed uscire dal carcere quella di El DIrissi che dopo essere stato scarcerato con l’indulto è tornato dietro le sbarre in poche settimane per spaccio, il 18 agosto 2006, poi a marzo di quest’anno è stato condannato a sei anni e mezzo mesi di carcere per aver aggredito con una grossa pietra un connazionale durante una lite avvenuta a Sassuolo nel 2005.

L’ultima condanna lo aveva raggiunto a giugno scorso quando si è visto comminare 7 mesi di carcere per aver sfregiato un marocchino che nel 2004 lo aveva sequestrato e torturato nel palazzo di via San Pietro, poi sgomberato dal Comune.


Per quanto riguarda invece i rappresentanti delle forze dell’ordine i due Carabinieri sono stati oggetto di provvedimenti di trasferimento a Bologna prima ancora che ne nascesse un procedimento penale, inoltre hanno dovuto subire tutta la trafila giudiziaria con il corredo di spese legali non indifferenti.

















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