Una tartaruga azzannatrice, la sesta in cinque anni, è stata catturata nel cortile di un’abitazione a Casinalbo, nel modenese. A bloccarla, i volontari del centro fauna selvatica ‘Il Pettirosso’, avvertiti da alcune persone allarmate alla vista dell’animale originario del Nord America.
Forse la tartaruga (5 kg di peso, un carapace di circa 30 cm di diametro e una lunghezza becco-coda di quasi 50, oltre a 15 cm di collo), come spiegano i volontari del centro, è stata abbandonata dal proprietario che probabilmente l’aveva incautamente o inconsapevolmente acquistata, forse confusa tra altre specie di piccole tartarughe la cui importazione è legale.
L’ultimo episodio simile nel modenese era accaduto nel gennaio 2005 quando una tartaruga della stessa specie è stata rinvenuta lungo un canale a Soliera.
L’animale ora è ospitato nella sede del centro in via Nonantolana da dove sarà trasferito presso il centro di recupero della fauna esotica di Monte Adone a Sassomarconi.
La tartaruga azzannatrice è una specie diffusa nel nord America, in tutta l’area occidentale dal confine con il Canada fino al Golfo del Messico, Florida compresa dove è presente una sottospecie.
Ma questa non è certo una piccola e innocua tartarughina da giardino. In cattività, se iperalimentati, alcuni soggetti hanno raggiunto i 35 chilogrammi.
Inoltre è pericolosa per l’uomo: nonostante non sia per nulla aggressiva, anzi, se minacciata può infliggere serie morsicature col suo becco potente e la sua capacità di proiettare il lungo collo per mordere (non a caso il nome scientifico è “Chelydra serpentina”). E’ carnivora quindi è pericolosa anche per la fauna autoctona, in particolare anatre, testuggini palustri, rane e gamberi di fiume.
L’attività del Centro soccorso animali selvatici di Modena avviene sulla base di un accordo con la Provincia per il recupero di animali selvatici feriti e in difficoltà. Per le segnalazioni chiamare i numeri 339 8183676-339 3535192 oppure il servizio 118.









