Saranno probabilmente respinti i ricorsi dei proprietari dei 15 appartamenti dello stabile di via San Pietro 6 a Sassuolo, la notizia è stata data nell’ultimo Consiglio Comunale dal Sindaco Graziano Pattuzzi che ha risposto ad una interrogazione del Consigliere Marchesini.
Il consigliere di Rifondazione Comunista, partito che è uscito dalla Giunta Pattuzzi proprio al momento della chiusura dello stabile di via San Pietro, ha chiesto di conoscere a che punto sono le procedure di esproprio ma anche quali sono le modalità poste in essere e l’entità delle cifre di rimborso che saranno stanziate ai possessori degli appartamenti dello stabile, in gran parte extracomunitari.
Il Sindaco Pattuzzi ha inizialmente sottolineato come la sicurezza nell’area interessata sia notevolmente migliorata grazie al complesso intervento posto in atto dall’Amministrazione ma anche al monitoraggio dell’area e a continue azioni di controllo e prevenzione effettuate dalle Forze dell’Ordine e dalla Polizia Municipale. “Si tratta di un intervento di carattere complesso – ha ricordato Pattuzzi – dalle spiccate e importanti caratteristiche sociali per il ripristino della legalità, un intervento che molte città italiane oggi chiedono di conoscere per poi poterle applicare a loro volta, per rispondere all’emergenza simile creatasi nelle rispettive aree”.
Per quanto riguarda la situazione sotto l’aspetto legale al momento l’ordinanza del TAR di Bologna n.984/2005 che sanciva gli espropri è stata impugnata avanti il Consiglio di Stato da 15 proprietari. Il Consiglio di Stato ha respinto l’istanza cautelare perché ad un primo sommario esame non si ritengono fondate le censure proposte e perchè nel bilanciamento di interessi prevale quello alla sicurezza pubblica. A seguito della modifica dell’art.21, comma 8, della L.1034/1971 avvenuto nel 200 secondo i legali del Comune sussiste una ragionevole previsione sull’esito negativo dei ricorsi dovuto soprattutto al fatto che prevale la necessità di garantire la sicurezza pubblica che veniva messa invece a rischio dalla situazione venutasi a creare nello stabile.
Il Comune ha acquistato le unità immobiliari dai proprietari che hanno deciso spontaneamente di vendere finanziandola con l’emissione di prestiti obbligazionari, un’operazione autorizzata dal Consiglio Comunale lo scorso anno. La Regione Emilia Romagna partecipa poi al finanziamento dell’acquisto con un contributo in conto capitale di 470mila euro. Ad oggi, il Comune ha acquistato unità immobiliari per un totale di 405/1000 millesimi valutate, nel caso di espropriazione, rispettando le norme vigenti che prevedono una misura pari al valore venale.
Per quanto riguarda gli espropriati il valore degli immobili non è stato stabilito “su presunte condizioni contrattuali deboli dei venditori”, ha precisato il Sindaco, bensì da un perito nominato dal Tribunale di Modena.
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