Il vicesindaco Menani, in qualità di responsabile della Protezione civile, aveva chiesto alle famiglie, tramite le scuole, tutti i numeri di cellulare: sarebbero serviti in caso di emergenze, compresa quella neve. Inutilmente i genitori, in questi giorni di crisi – scrive il PD – hanno atteso un riscontro via sms dall’amministrazione:
«Premesso che la neve è neve e quando scende copiosa per due giorni i disagi sono quasi inevitabili, riceviamo da molti cittadini diversi quesiti che volentieri rilanciamo pubblicamente. Mesi fa il vicesindaco Menani, in qualità di responsabile della Protezione civile ha richiesto a tutte le famiglie tramite le scuole di Sassuolo, tutti i numeri di telefono cellulare. La raccolta dei contatti, effettuata in modo poco ortodosso e segnalata per questo al garante della privacy, aveva secondo il vicesindaco l’obiettivo di organizzare un sistema di messaggistica tramite sms per le emergenze. E fra gli esempi veniva proprio citato il caso della neve. In occasione di forti nevicate sarebbe stato possibile avvisare tutti con un semplice messaggio sul telefonino della chiusura o apertura delle scuole, della condizione delle strade, degli eventuali disservizi o problemi ai quali prestare attenzione. Mercoledì 1 febbraio, dopo un pre-allerta di oltre una settimana, è arrivata la nevicata, cominciata la sera prima e proseguita nella notte. Ovviamente tutti, o almeno tutti coloro che bevendosi l’ennesima sceneggiata di Menani avevano fornito il numero, si aspettavano una comunicazione sul cellulare, che non è mai arrivata. Né a segnalare l’apertura, del tutto inopportuna, tanto che nella mattinata ci si era già pentiti di averla decretata, né l’eventuale chiusura delle scuole. Niente di niente. Gli avvisi hanno girato con il tradizionale comunicato stampa, con l’ancora più tradizionale affissione dell’ordinanza fuori dalle scuole, e tramite le bacheche Facebook del sindaco e degli assessori che, beati loro, avevano tempo e modo di aggiornare il loro stato e magari postare qualche video buffo mentre la gente arrancava sulle strade ghiacciate»









