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Agenti di commercio, FNAARC provinciale, Unione Regionale FNAARC Emilia-Romagna chiedono misure urgenti per il settore

L’attuale situazione economica che sta attraversando il Paese, con il grave calo dei consumi ed il conseguente aumento di costi per le imprese – dalla fiscalità alla previdenza, fino alle autostrade ed al carburante – sta mettendo seriamente in dubbio la sopravvivenza dell’intero sistema di intermediazione commerciale che è composto in provincia di Modena da 2.500 operatori, in Italia da 300.000 agenti ed impiega, nel suo complesso, 1.000.000 di addetti.

FNAARC della provincia di Modena (aderente a Confcommercio), si unisce all’Unione Regionale FNAARC Emilia-Romagna, condividendo l’appello lanciato da FNAARC nazionale, e sottopone all’attenzione del Governo Monti e della Regione, le priorità dei propri Agenti e Rappresentanti di Commercio che ogni giorno, con la loro attività, contribuiscono ad intermediare oltre il 60% del PIL locale e nazionale.

1. Ristrutturare i parametri degli odierni studi di settore per adeguarli alla realtà economica attuale.

2. Ripristinare le agevolazioni previste per gli agenti all’inizio dell’attività.

3. Istituire la “patente professionale” anche per gli agenti di commercio come avviene per tutti gli altri utenti professionali della strada.

4. Introdurre benefici fiscali sul costo del carburante che condiziona la possibilità di produzione da parte degli agenti di commercio, costretti a ridimensionare il numero di visite ai clienti nel tentativo di contenere le spese giornaliere. Un incentivo attraverso un “bonus carburante” influirebbe positivamente sulla produzione che ogni agente sviluppa nell’acquisire ordini da tutto il comparto produttivo nazionale.

5. Risolvere l’annoso problema dell’IRAP che già da tempo ha trovato una chiara soluzione in sede comunitaria prevedendo la totale esenzione per quegli agenti che operano in condizioni di impresa minima, fatto questo non ancora recepito e normato nel nostro Paese.

6. Introdurre la totale deducibilità fiscale dell’autovettura, unico bene strumentale ed indispensabile agli agenti di commercio per produrre il proprio reddito. Ancora oggi l’autovettura non è deducibile integralmente ma solo parzialmente entro il limite dell’80% per un valore massimo, oramai anacronistico, fissato nel lontano 1998 e mai più da allora adeguato, di 25.000 euro.

















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