Diego Maria Macrì presenta, nella sua prima mostra personale, a Reggio Emilia, Palazzo Casotti (piazza Casotti), cinquanta fotografie a colori, scattate tra il 2007 e il 2009, nelle quali, all’interno di musei e di mostre d’arte, di metropolitane, lungo le strade, davanti ai bar e alle vetrine dei negozi, coglie il rapporto tra un’immagine data – un dipinto, un’installazione, o più banalmente un manifesto pubblicitario – e la presenza di una persona, intenta a guardare o semplicemente a passare davanti all’immagine, spesso ignara e del tutto inconsapevole del senso nuovo che, attraverso quella correlazione, la stessa immagine di partenza viene ad assumere. Scrive Sandro Parmiggiani, curatore della mostra e del catalogo: “Diego entra nei musei, cammina per le strade, scruta nelle distese dei bar, si sofferma davanti ai dipinti, ai pannelli pubblicitari, alle vetrine che riflettono lo srotolarsi delle vite, e vede frammenti di un nuovo reale che lo intrigano, lo seducono, palpiti di una bellezza nuova in cui ciò che è inanimato, fermo nella fissità del dipinto, della fotografia, del manifesto, entra in rapporto con un corpo, con una persona che vi transita davanti, e acquisisce, grazie a quel rapporto, un senso nuovo, come se quell’intrusione animasse quell’opera, vi innestasse sopra una vitalità nuova. (…) L’occhio della sua macchina fotografica fissa il momento in cui, dentro una metropolitana, una persona transita davanti a una manifesto gigante, o a un’immagine dipinta, oppure, dentro a un museo, le sembianze della persona in primo piano, colta di profilo, nel fugace mosso del suo passaggio o nell’ombra di una silhouette, rimano o contrastano con quelle raffigurate nel dipinto (…). In queste fotografie, oltre al contrasto o all’eco visivi, si produce un ulteriore spaesamento: chi è, immobile, dentro il dipinto o il manifesto pare specchiarsi nei nostri occhi che guardano, ed è come se la persona che passa fosse sotto il fuoco di due sguardi opposti: quello della persona, o delle persone, che sono raffigurate, e quello nostro che, attraverso l’occhio di Macrì, vedono una scena di cui magari sono stati protagonisti molte volte, senza in verità vedere con la forza rivelatrice di queste fotografie.”
Diego Maria Macrì, nato a Scilla (Reggio Calabria) nel 1947, è professore ordinario di Ingeneria gestionale all’Università di Modena e Reggio Emilia. Fotografa fin dall’adolescenza; quella di Palazzo Casotti è la sua mostra personale d’esordio.
L’esposizione è promossa dalla Provincia di Reggio Emilia e da Palazzo Magnani, in collaborazione con il Comune di Reggio Emilia, Unità di Progetto Città Storica, con la Facoltà di Ingegneria di Reggio Emilia e con s.t. foto libreria galleria, ed è stata realizzata anche grazie al contributo di Fontanot, scale d’alta qualità; Fondazione Cassa di Risparmio “Pietro Manodori” di Reggio Emilia, CCPL di Reggio Emilia; BFMR& Partners, Dottori Commercialisti di Reggio Emilia; Studio Legale Sutich – Barbieri – Sutich. In occasione della mostra viene pubblicato un catalogo, nel quale, oltre alla riproduzione delle opere in mostra, sono pubblicati testi di Benedetta Cestelli Guidi, Lanfranco Colombo, Diego Maria Macrì, Marina Miraglia, Sandro Parmiggiani.
Diego Maria Macrì ‘Icone del moderno’, Reggio Emilia, Palazzo Casotti, 12-27 dicembre 2009. La mostra è aperta fino a domenica 27 dicembre, con i seguenti orari: dal martedì al venerdì, 15.30-19.00; sabato e domenica, 10.00-13.00 e 15.30-19.00. Info: 0522/444406 – 402 – 415 – 446 – web.









