HomeBassa modeneseProgrammazione sanitaria del sistema nord modenese: le parole del presidente UCMAN





Programmazione sanitaria del sistema nord modenese: le parole del presidente UCMAN

All’indomani dell’approvazione all’unanimità da parte del CTSS (Conferenza territoriale sociale e sanitaria) del protocollo d’intesa sulla sanità del sistema nord modenese, siglato da Azienda Usl Modena, Ucman, Unione Terre d’Argine, Comune di Mirandola e Comitati Consultivi Misti di Carpi e Mirandola, interviene il presidente dell’Unione Comuni Modenesi Area Nord, Claudio Poletti, per puntualizzare alcuni aspetti al centro del dibattito sugli organi di informazione.

“Voglio sottolineare in particolare due aspetti legati all’approvazione del protocollo – dice Poletti – Il primo è di metodo: con il protocollo di intesa viene introdotta una metodologia che istituzionalizza l’attività dei comitati attraverso la costituzione di un Gruppo di Lavoro Interdistrettuale composto da dirigenti o referenti tecnici di Asl e degli enti locali, oltre che da rappresentanti dei comitati distrettuali misti. Il Gruppo di Lavoro Interdistrettuale permetterà un confronto e un dialogo costante sulle scelte programmatiche che si dovranno adottare. Verranno creati dei tavoli di lavoro che a cadenza mensile e per i prossimi tre anni, affronteranno e approfondiranno temi specifici con anche l’organizzazione di sottogruppi tematici.

Il secondo aspetto, invece, riguarda la valenza politica del protocollo. Per la prima volta due territori – la Bassa e la zona di Carpi – appartenenti alla stessa area nord della Provincia dialogano, si confrontano, programmano e, congiuntamente, assumono degli indirizzi politici. Si tratta di una svolta fondamentale rispetto al passato, quando hanno prevalso le posizioni di ogni singolo territorio, impedendo di fatto la concreta e formale programmazione di un ospedale baricentrico. È doveroso sottolineare come gli attuali amministratori non abbiano ricevuto in eredità da coloro che li hanno preceduti alcun documento di indirizzo supportato da analisi dettagliate e formali approvazioni a livello istituzionale, in modo tale da poter essere messi nelle condizioni di rendere concreto il percorso di creazione di un ospedale unico. Alla luce di tutto ciò, diventa pertanto indispensabile percorrere la strada tracciata dal protocollo d’intesa che prevede la complementarietà e l’integrazione tra le due strutture ospedaliere di Carpi e Mirandola, mantenendo il pari livello per le funzioni di base. Le specializzazioni, le funzioni e i servizi verranno concertati, all’interno del Gruppo Interdistrettuale in una logica di erogazione dei servizi sanitari di territorio vasto, ma anche in una più ampia visione di ambito provinciale.

Le nuove esigenze e la nuova domanda di servizi sanitari, nonché alcuni fattori come l’invecchiamento della popolazione, la carenza di personale infermieristico e specializzato, l’insufficienza dei fondi a sostegno della sanità pubblica – siamo ancora lontani da quel 6,5-7 per cento di risorse da assegnare alla sanità rispetto al PIL – impongono un controllo costante dei costi e una riorganizzazione della struttura dell’offerta sanitaria. In questa logica ci si muoverà affinché il territorio dell’Area Nord possa usufruire di entrambe le strutture ospedaliere, ciascuna con la propria identità, tenendo presente che la sanità è cambiata e che i modelli del passato sono, oggi, superati. Il percorso avviato con il protocollo d’intesa potrà, naturalmente, rafforzare anche la sanità di prossimità su cui stiamo investendo risorse professionali e finanziarie, per portare una parte di servizi sanitari sempre più vicini ai cittadini: l’infermiere di comunità, i poliambulatori, i punti prelievi, i Cau, gli Osco, la telemedicina ne sono un esempio concreto.

Sarà nostra cura, a fronte di nuovi importanti traguardi da raggiungere e scelte da mettere in campo, garantire il più ampio coinvolgimento delle rappresentanze sociali e collettive, oltre a ogni singolo cittadino che vorrà essere informato e partecipare al percorso decisionale.

Riproponiamo pertanto le modalità già applicate a partire dall’assemblea del 5 novembre 2025 a Carpi e del 4 febbraio a Mirandola, presso la sede della Fondazione Cassa di Risparmio oltre agli incontri nei singoli comuni con i comitati per arrivare, come previsto dal protocollo, al più ampio coinvolgimento attivo della cittadinanza e delle sue forme organizzate”.

















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