
Si è svolto oggi a Bologna il convegno San.ita 2026, promosso da COPMA e dedicato ai temi della sicurezza degli ambienti e della salute pubblica, dal titolo “Sanificazione e Salute: quale punto di incontro? Dalle criticità in ambito sanitario alla consapevolezza pubblica”.
L’iniziativa ha rappresentato un momento di confronto tra ambito scientifico, sanitario e istituzionale, con un approccio orientato alla divulgazione e alla condivisione di conoscenze su temi di crescente rilevanza, in particolare rispetto alle sfide legate alla resistenza antimicrobica e alle criticità connesse all’assistenza sanitaria.
Tra le istituzioni presenti, Sara Accorsi, consigliera al welfare della Città Metropolitana di Bologna, e Andrea Baldini, sindaco di Argenta con delega alla sanità per ANCI, a conferma dell’attenzione del livello pubblico verso le tematiche affrontate nel corso della giornata.
Il convegno ha registrato una partecipazione ampia e trasversale, con professionisti della sanità pubblica e privata, tra medici, dirigenti sanitari, farmacisti ospedalieri e specialisti del rischio infettivo, insieme a rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico e delle imprese impegnate nei servizi sanitari e nella gestione degli ambienti.
“I numeri attuali sono già drammatici e quelli prospettici indicano le infezioni correlate all’assistenza e la resistenza antimicrobica come una delle principali minacce per la salute nei prossimi decenni. Di fronte a questo scenario, abbiamo il dovere di non girarci dall’altra parte e di contribuire a una maggiore consapevolezza collettiva.”, così Silvia Grandi, Presidente di COPMA, ha aperto la mattinata.
Nel corso della giornata si sono susseguiti gli interventi di esperti ed esperte del mondo sanitario, scientifico e della divulgazione, offrendo una lettura articolata delle principali sfide legate alle infezioni correlate all’assistenza (ICA) e alla resistenza antimicrobica (AMR).
A moderare i lavori è stato Ennio Battista, giornalista scientifico, che ha accompagnato il confronto anche con un suo speech, sottolineando il ruolo della divulgazione e della fiducia nella scienza in un contesto segnato da disinformazione e crescente complessità, evidenziando l’importanza di una comunicazione capace di rendere accessibili temi ad alta densità tecnica.
Sul piano clinico e organizzativo, Massimo Sartelli, chirurgo generale e presidente SIMPIOS, ha evidenziato la necessità di una strategia multidisciplinare e coordinata, fondata su pilastri quali igiene delle mani, sorveglianza e appropriatezza terapeutica, sottolineando l’urgenza di superare la frammentazione dei sistemi regionali per garantire standard uniformi di sicurezza.
Enrico Ricchizzi, ricercatore presso l’Agenzia Sanitaria e Sociale Regionale dell’Emilia-Romagna, ha posto l’attenzione sui contesti di lungodegenza, evidenziando come nelle RSA la combinazione tra fragilità degli ospiti e utilizzo di dispositivi invasivi renda particolarmente elevato il rischio infettivo, richiamando la necessità di rafforzare protocolli di prevenzione e formazione del personale.
Sul fronte dell’innovazione, Elisabetta Caselli, professoressa associata in Microbiologia clinica all’Università di Ferrara, ha proposto un cambio di paradigma nel biocontrollo ambientale, illustrando l’efficacia della sanificazione probiotica in linea con l’approccio One Health (attraverso il sistema PCHSã) capace di riequilibrare il microbioma degli ambienti e contribuire alla riduzione delle infezioni e del consumo di antibiotici.
Lucia Cuffaro, scrittrice e divulgatrice scientifica, ha richiamato l’importanza di una nuova cultura della pulizia, basata sulla convivenza consapevole con i microrganismi e sull’estensione dei principi di equilibrio microbiologico anche agli ambienti quotidiani.
Un focus specifico è stato dedicato alla gestione del rischio e agli aspetti normativi.
Francesco Venneri, clinical risk manager della Regione Toscana, ha sottolineato come la prevenzione delle ICA rappresenti un elemento centrale della sicurezza del paziente, richiedendo una visione integrata che coinvolga tutti gli attori del sistema.
Sul piano giuridico, Maurizio Hazan, avvocato e presidente della Fondazione Italia in Salute, ha evidenziato come la sicurezza delle cure costituisca un diritto fondamentale, sottolineando la necessità per le strutture sanitarie di dimostrare l’applicazione rigorosa dei protocolli di prevenzione.
A chiudere i lavori, Matteo Bassetti, professore ordinario di Malattie Infettive all’Università di Genova, ha definito l’antimicrobico-resistenza una “pandemia silenziosa”, sottolineando come il rischio infettivo si sia progressivamente esteso oltre l’ospedale e richieda oggi un approccio integrato multidisciplinare e multifattoriale, fondato su uso appropriato degli antibiotici e strategie efficaci di prevenzione e sanificazione.
“Lo scenario che emerge richiede un cambio di prospettiva: accanto all’approccio clinico, diventa sempre più centrale il ruolo dell’ambiente. Parlare di sanificazione significa andare oltre il concetto tradizionale di pulizia e introdurre quello di igiene stabile, ovvero la capacità di mantenere nel tempo un equilibrio microbiologico favorevole alla salute.
In questa direzione, COPMA continuerà a promuovere momenti di confronto e divulgazione, con l’obiettivo di contribuire a una maggiore consapevolezza e a scelte sempre più informate.”, queste le parole della Presidente Grandi a conclusione dell’evento.









