
Il percorso è stato presentato in un seminario di dialogo politico ad alto livello al Parlamento europeo intitolato “Alleanza europea sull’educazione e la cura della prima infanzia: sviluppare competenze e conoscenze per promuovere ECEC-Early Childhood Education and Care in tutta Europa”. Con i parlamentari europei che hanno ospitato l’evento, on. Stefano Bonaccini (S&D) e on. Letizia Moratti (EPP), sono intervenuti Mario Nava Direttore Generale UE per Occupazione, Affari Sociali ed Inclusione, Francesco Profumo, presidente di Fondazione Reggio Children, Lieve De Bosscher, direttrice dei servizi all’infanzia della città di Gand, EuroCities, Marco Massari, sindaco di Reggio Emilia, on. Elisabetta Gualmini (EMPL), Jochen Devlieghere, Università di Gand, Chiara Spaggiari, Fondazione Reggio Children, Marina Manea, dirigente di scuola d’infanzia, Bucarest, Flaminia Trapani, Associazione Pianoterra ETS, Napoli, conclusioni dell’on. Maria Chiara Gemma (ECR).
Dagli obiettivi europei per scuole e politiche all’Alleanza
Negli ultimi anni, l’Educazione e la Cura della Prima Infanzia (ECEC) ha acquisito un forte riconoscimento internazionale, come investimento ad alto impatto con ritorni sociali, economici e di sviluppo a lungo termine. A livello europeo, questo riconoscimento si è tradotto in un’agenda politica impegnativa che ha incluso la Garanzia Europea per l’Infanzia, i rinnovati Obiettivi di Barcellona, la Raccomandazione del Consiglio del 2019 sui Sistemi ECEC di Alta Qualità. Nonostante questo forte slancio politico, persistono significative lacune nell’attuazione rispetto agli obiettivi Ue. Da ultimo, la Dichiarazione di La Hulpe dell’Unione Europea chiede esplicitamente il rafforzamento del capacity building delle autorità locali e regionali e la mobilitazione di buone pratiche europee consolidate. E’ in risposta a questo appello che Fondazione Reggio Children e Università di Gand, insieme alle città di Reggio Emilia e Gand, alle Regioni Emilia-Romagna e Fiandre, a Membri del Parlamento Europeo e a organizzazioni della società civile, hanno preso l’iniziativa di lanciare l’Alleanza Europea per l’Educazione di qualità e la Cura della Prima Infanzia.
Le dichiarazioni dei partner dell’Alleanza
“Se l’Europa vuole essere davvero più equa, competitiva e democratica, deve avere il coraggio di investire dove tutto comincia: nei primi anni di vita” ha detto Francesco Profumo, Presidente di Fondazione Reggio Children, a Bruxelles con il direttore generale Cristian Fabbi. “La qualità dell’educazione e della cura nella prima infanzia – ha continuato – non è solo una scelta sociale, ma una vera politica di sviluppo: è qui che si gioca la sfida contro la povertà educativa e le disuguaglianze. Servono investimenti nei diritti dei bambini, nelle competenze degli educatori, nei sistemi locali e nella capacità di valorizzare e condividere le migliori esperienze. È questa la direzione che propone l’Alleanza Europea: mettere in rete pratiche di eccellenza, come quelle di Reggio Emilia e Gand, per costruire un modello educativo capace di generare crescita economica, coesione sociale e qualità democratica in tutta Europa. L’Europa si costruisce prima di tutto nelle sue scuole dell’infanzia: è lì che nasce il suo futuro.”
Per Lieve De Bosscher, direttrice dei servizi all’infanzia della città di Gand, EuroCities, “l’Alleanza europea per l’ECEC si basa su una solida cooperazione nel triangolo ricerca, politica e pratica. A Gand, come a Reggio Emilia, negli ultimi decenni abbiamo costruito un’ECEC di qualità grazie alla cooperazione con l’Università di Gand e il VBJK, il centro di ricerca per la prima infanzia, e abbiamo instaurato un’alleanza duratura con Reggio Emilia, che si basa anch’essa su questo triangolo. Le città hanno bisogno di un accesso migliore e diretto ai finanziamenti dell’UE, di un sostegno a lungo termine per approcci comprovati che siano ispirati alla ricerca, di una cooperazione più forte e di uno scambio di conoscenze tra città e istituzioni del sapere, nonché di un dialogo permanente tra l’Europa e le sue città”.
“Con la nascita dell’Alleanza Europea per l’Educazione e la Cura della Prima Infanzia vogliamo dare slancio alle politiche educative in Europa, partendo dalle esperienze locali che devono diventare parte di una infrastruttura condivisa di apprendimento, cooperazione e sviluppo” affermano Marco Massari, sindaco della città di Reggio Emilia e Marwa Mahmoud, assessora alle Politiche educative del Comune di Reggio Emilia. “In questo quadro – continuano -, il ruolo delle città è decisivo: sono i luoghi in cui le politiche prendono forma concreta, si misurano con i bisogni delle famiglie e producono effetti reali sulla qualità della vita e sulla coesione sociale. Forti dell’esperienza del nostro sistema educativo, riteniamo sia giunto il momento di promuovere uno scambio orizzontale tra territori, capace di rafforzare competenze, governance e qualità dei sistemi educativi. Non si tratta solo di condividere buone pratiche, ma di costruire capacità durature nei contesti locali. Investire nell’educazione e nella cura della prima infanzia resta per noi una priorità perché significa investire nella qualità della democrazia, nella riduzione delle disuguaglianze e nella costruzione di un’Europa più equa e coesa”.
Il professor Jochen Devlieghere, Università di Gand, sottolinea che «un’educazione e una cura della prima infanzia di alta qualità sono fondamentali per garantire pari opportunità a tutte le bambine e a tutti i bambini”. “Questa Alleanza Europea rappresenta una piattaforma unica per collegare ricerca, politiche e pratica, promuovendo una collaborazione significativa tra i vari settori – continua –. Rafforzando questi legami l’Alleanza mira a sostenere lo sviluppo strutturale di sistemi locali di cura e di educazione della prima infanzia accessibili, inclusivi e di alta qualità, contribuendo in ultima analisi a migliori risultati e opportunità di vita per ogni bambina e ogni bambino».
Sempre da Bruxelles, Federico Ruozzi, presidente dell’Istituzione Scuole e Nidi d’Infanzia del Comune di Reggio Emilia, dichiara: “Se siamo qui oggi come sistema educativo Reggio Children per avviare un’alleanza sull’educazione per l’infanzia è perché il sistema reggiano ha maturato negli anni una credibilità della storia dei nostri nidi e delle nostre scuole dell’infanzia, grazie ad atelieriste, insegnanti, pedagogiste e politici che hanno investito e continuano ad investire nei servizi per la prima infanzia, e un ruolo riconosciuto nel mondo grazie a Reggio Children”.
Impatto dell’ECEC la risposta dell’Alleanza per gli enti locali
Le evidenze dimostrano costantemente che un’ECEC di alta qualità contribuisce a migliorare lo sviluppo dei bambini e i risultati educativi, aumentare la partecipazione al mercato del lavoro dei giovani genitori, in particolare delle donne, diminuire le disuguaglianze sociali e territoriali, e rafforzare la coesione sociale e la resilienza delle comunità. Molti Paesi devono tuttavia fare i conti con una limitata capacità tecnica, un’allocazione disomogenea delle risorse e una frammentazione istituzionale, che ostacolano l’erogazione di servizi ECEC di alta qualità ed equi.
L’Alleanza per la qualità di educazione e cura della prima infanzia mira a diventare una piattaforma europea permanente per la formazione e il capacity building, l’apprendimento politico e lo scambio di conoscenze sull’ECEC. In particolare, si propone di sostenere l’attuazione della Garanzia Europea per l’Infanzia, rafforzare le capacità tecniche e istituzionali per progettare, finanziare e implementare sistemi ECEC di alta qualità e inclusivi, promuovere l’apprendimento tra pari tra le autorità locali e regionali, collegare la ricerca all’avanguardia con le politiche e la pratica, contribuire all’agenda globale sull’ECEC attraverso la leadership e l’innovazione.
L’Alleanza è una proposta apartitica aperta a diversi contributi. È concepita come una piattaforma di partenza per riunire progressivamente le forze in tutta Europa, per un’azione coordinata tra livelli di governance, settori e territori. Mira a evolversi nel tempo attraverso il coinvolgimento di un’ampia gamma di partner europei, tra cui responsabili politici nazionali, regionali e municipali, pubbliche amministrazioni e fornitori di servizi, ricercatori e istituzioni educative e formative, nonché organizzazioni internazionali e attori della società civile.









