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San Benedetto Val di Sambro fa squadra per la prevenzione

Visite senologiche gratuite per le donne under 45

C’è un territorio che non aspetta, che non delega, che si attiva. È quello di San Benedetto Val di Sambro, dove il 10 marzo la prevenzione è diventata un gesto concreto, tangibile, vicino alle persone.

Per un’intera giornata, grazie all’impegno della LILT – Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, della Polisportiva Tre Valli e della Ripoli Trail, sono state effettuate visite senologiche gratuite rivolte alle donne sotto i 45 anni. Un’iniziativa nata dal basso, costruita con determinazione e resa possibile dalla generosità della comunità e dal sostegno delle imprese locali. Un’iniziativa nata da lontano grazie al prof. Francesco Rivelli, storico presidente emerito della LILT, che si è affezionato al nostro Appennino e che negli anni ha visitato centinaia di giovani donne del territorio.

Non solo un servizio sanitario, ma un messaggio chiaro: la prevenzione è un diritto e deve essere accessibile. Soprattutto quando si parla di salute femminile e diagnosi precoce, strumenti fondamentali nella lotta contro le malattie oncologiche.

 

Un territorio che si prende cura di sé

Il Sindaco Alessandro Santoni ha voluto sottolineare il valore collettivo della giornata:

Questa iniziativa dimostra quanto la nostra comunità sia capace di fare rete. Quando associazioni, istituzioni e imprese collaborano, si riescono a realizzare progetti che incidono davvero sulla qualità della vita delle persone. La prevenzione è una responsabilità condivisa”.

Parole che raccontano uno spirito di comunità che va oltre l’evento singolo, trasformando un’iniziativa sanitaria in un esempio di coesione sociale.

La prevenzione come azione di sistema

La dottoressa Valentina Solfrini, Direttrice del Distretto Appennino Bolognese insieme al dott. Antonio Maestri, Direttore del Dipartimento di Oncologia, condividono che vi è appropriata coerenza dell’iniziativa con le strategie sanitarie territoriali di prevenzione e promozione della salute dell’AUSL di Bologna:

“Le iniziative promosse dalla LILT sono coerenti con le azioni di prevenzione garantite dall’Azienda Sanitaria. Portare sul territorio opportunità concrete di diagnosi precoce significa rafforzare il lavoro che quotidianamente viene svolto nei servizi e promuovere una cultura della salute sempre più diffusa e consapevole”.

Un riconoscimento importante che sottolinea come la collaborazione tra associazionismo e sistema sanitario pubblico possa generare sinergie efficaci, come attesta anche il fattivo supporto offerto negli anni dal dottor Valerio Veduti, Medico di Medicina Generale presente sul territorio. 

La prevenzione non ha età

Il Presidente provinciale LILT Roberto Guizzardi ha ribadito l’importanza di rivolgersi anche alle fasce più giovani:

“Spesso si pensa che certi controlli riguardino solo determinate età. In realtà la prevenzione deve iniziare presto. Offrire visite gratuite alle donne under 45 significa intercettare bisogni reali e diffondere una cultura della diagnosi precoce che può fare la differenza”.

Un messaggio che punta a cambiare mentalità: non aspettare, ma anticipare.

Il ruolo decisivo delle imprese

Fondamentale è stato anche il contributo del tessuto economico locale, che ha risposto con generosità. Tra le aziende sostenitrici figurano BCC Felsinea, AGN Energia, Betti Autocarrozzeria, AB Baldi Alfredo, Carburanti Moveo, Cosmoderma, Officina Vannini, MC Agraria, Mercatone Baldini, Ristorante Dal Tosco ed ECU.

L’ingegner Andrea Giusti di Moveo, tra i sostenitori dell’iniziativa, ha spiegato così la scelta di partecipare:

“Un’azienda non è solo un’attività economica: è parte di una comunità. Sostenere un progetto che promuove la salute significa restituire valore al territorio che ogni giorno ci sostiene. Per noi è stata una scelta naturale”.

Sabrina Betti, titolare dell’omonima Autocarrozzeria e altra sostenitrice delle visite, ha spiegato così la sua vicinanza:

“Fare impresa in un territorio è esserne intimamente parte in ogni aspetto a partire da quello della salute. Inoltre, come donna, non posso non sentirmi vicina a questa iniziativa”.

Un segnale importante di responsabilità sociale d’impresa, che dimostra come il mondo produttivo possa avere un ruolo attivo nella promozione del benessere collettivo.

Una giornata che lascia il segno

Dietro ogni visita effettuata c’è una storia, una scelta di consapevolezza, un passo verso la tutela della propria salute. E dietro l’organizzazione dell’evento ci sono volontari, professionisti sanitari, associazioni sportive e cittadini che hanno creduto nel progetto.

Il 10 marzo non è stata solo una data sul calendario, ma un esempio concreto di come una comunità possa mobilitarsi per qualcosa che riguarda tutti: la salute.

E se la prevenzione è il primo passo nella lotta contro i tumori, a San Benedetto Val di Sambro quel passo è stato fatto insieme.

 

















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