«Stiamo assistendo a un inasprimento dei controlli da parte di ICA, la società che gestisce le operazioni di accertamento e riscossione del canone unico patrimoniale per conto delle amministrazioni pubbliche. Queste verifiche stanno impattando significativamente artigiani e commercianti a causa delle procedure autorizzate di rinnovo. Come associazione, invitiamo tutte le imprese a verificare tempestivamente di essere in regola con le normative vigenti e chiediamo alle amministrazioni locali di definire delle modalità operative chiare, efficaci e univoche al fine di agevolare l’attività imprenditoriale».
È il commento di Lapam Confartigianato in merito alla cartellonistica e alle segnaletiche necessarie per svolgere l’attività d’impresa che, in questi ultimi mesi, specie nell’Area Nord, sta creando alcune situazioni di incertezza tra le imprese. L’associazione ricorda alle aziende la necessità di rispettare le regole: chiunque intenda installare cartelli, targhe, striscioni e insegne pubblicitarie visibili da strade comunali o provinciali, deve presentare un’istanza di autorizzazione o una Scia all’ente territorialmente competente. Lapam Confartigianato, in particolare, sottolinea che le normali autorizzazioni hanno una validità limitata a tre anni dalla data di rilascio e necessitano di essere rinnovate con congruo anticipo rispetto alla scadenza per non incorrere in sanzioni. Ogni soggetto che possiede un mezzo pubblicitario è tenuto inoltre al pagamento del canone unico patrimoniale, in base alle dimensioni del manufatto.
«In caso di dubbi o per ricevere supporto nella regolarizzazione e nella presentazione delle pratiche mancanti, invitiamo le imprese a rivolgersi ai propri tecnici installatori o direttamente ai nostri uffici sul territorio, che restano a completa disposizione. Se da un lato il rispetto delle norme è un dovere delle imprese – aggiungono dall’associazione –, dall’altro è fondamentale che le amministrazioni locali facciano la loro parte, coinvolgendoci per definire passaggi chiari che agevolino il lavoro delle imprese, anziché gravare su di esse con oneri burocratici. Chiediamo alle Amministrazioni un segnale forte di collaborazione e semplificazione: sarebbe utile che tutti gli enti si uniformassero utilizzando una procedura unica come ad esempio la SCIA, un iter molto più snello e privo di scadenze temporali e già adottata in alcuni comuni, riducendo così il peso degli adempimenti ciclici. Chiediamo inoltre un tavolo di confronto per rivedere l’impianto delle tariffe, creando sinergie e raccordandosi con i progetti degli Hub urbani che le amministrazioni hanno già messo in campo. Solo attraverso regole chiare, procedure semplici e un dialogo costante tra istituzioni e associazioni possiamo tutelare e far crescere il tessuto economico del nostro territorio».


