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Nuovo Ospedale di Carpi: un progetto in evoluzione per rafforzare la rete sanitaria provinciale

L’Azienda USL di Modena in merito alle osservazioni apparse sulla stampa relative all’Avviso esplorativo per la realizzazione del nuovo Ospedale di Carpi:

“L’Avviso esplorativo prevede un processo complesso che espliciti anche le valutazioni relative al possibile potenziamento di alcune funzioni oncologiche e ad alta specializzazione del presidio di Carpi, non una loro riduzione. In particolare, allo stesso modo è prevista la valutazione sulla introduzione di una PET, diagnostica oncologica di ultima generazione che ad oggi non è presente nel territorio carpigiano, e comunque in gestione all’unica unità di medicina nucleare di tutta la provincia, nonché lo sviluppo di una piattaforma chirurgia robotica, a conferma della volontà di rafforzare il ruolo del presidio all’interno della rete sanitaria provinciale e in particolare nel territorio Nord modenese.

Per quanto riguarda la radioterapia oncologica, si tratta di un ambito caratterizzato da una rapidissima evoluzione tecnologica e organizzativa. Proprio per questo motivo, l’Avviso ha volutamente mantenuto un’impostazione aperta e neutra, al fine di valutare le analisi di scenario, le proposte e le innovazioni che i soggetti partecipanti sono in grado di presentare sulla base dello stato dell’arte e delle prospettive di sviluppo del settore.

È inoltre opportuno ricordare che una parte significativa dell’attività radioterapica oggi maggiormente diffusa riguarda trattamenti ambulatoriali per pazienti non ricoverati. Questo tipo di attività, per caratteristiche cliniche e organizzative, non sempre si integra in modo ottimale all’interno di un ospedale per acuti, come definito dal DM70 in materia di assistenza ospedaliera, mentre può risultare più efficace se collocata in strutture dedicate ad alta specializzazione, concentrando competenze, tecnologie e volumi di attività.

L’assenza di una esplicita previsione della radioterapia nell’Avviso non equivale dunque automaticamente a una sua esclusione, ma riflette la volontà di non vincolare anticipatamente scelte che devono essere valutate in modo approfondito nel quadro complessivo della programmazione sanitaria di lungo termine. Si ricordi che le attrezzature saranno collocate in sede tra il 2033 e il 2034.

La progettazione di un nuovo ospedale destinato a servire il territorio per i prossimi cinquant’anni non può limitarsi alla semplice replica delle funzioni oggi presenti. Non si terrebbe sufficientemente conto delle dinamiche di sviluppo delle conoscenze medico-scientifiche, che oggi si evolvono molto più rapidamente anche solo rispetto allo scorso decennio.

Una progettazione efficace richiede una visione di lungo periodo, capace di intercettare il cambiamento dei bisogni di salute della popolazione, le trasformazioni dell’assistenza sanitaria e l’armonizzazione delle funzioni all’interno della rete ospedaliera provinciale e regionale.

Il percorso verso il nuovo Ospedale di Carpi – accompagnato per massima trasparenza dal protocollo interdistrettuale che sancisce la collaborazione tra i Distretti di Carpi e Mirandola – ha dunque l’obiettivo di giungere all’ideazione di una struttura innovativa, integrata nella rete sanitaria provinciale, capace di rispondere in modo moderno, efficace e sostenibile ai bisogni di salute della popolazione dell’Area Nord, garantendo qualità delle cure, appropriatezza organizzativa e piena coerenza con la programmazione regionale”.

















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