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Il dovere di ricordare, la forza di capire: Modena per il Giorno della Memoria 2026

Modena si raccoglie intorno alla memoria e la trasforma in una voce viva, capace di parlare al presente e di interrogare il futuro. In occasione del Giorno della Memoria 2026, il Comitato per la Storia e le Memorie del Novecento del Comune di Modena che riunisce una fitta rete di istituzioni culturali e realtà del territorio, promuove un ampio programma di iniziative che da oggi, 22 gennaio, al 6 febbraio attraversa la città con incontri, spettacoli, concerti, proiezioni cinematografiche, percorsi urbani e momenti di riflessione pubblica. Un calendario diffuso che nasce per ricordare la liberazione dei prigionieri nel campo di Auschwitz, per riflettere sulla Shoah e sull’Olocausto di Rom e Sinti e per riaffermare, attraverso la conoscenza storica, il valore civile della memoria come fondamento della democrazia e dell’educazione alla pace.

Il programma – presentato in conferenza stampa nella Sala delle Bifore del Palazzo comunale con gli interventi del sindaco Massimo Mezzetti, della presidente dell’Istituto Storico Ilaria Franchini, del presidente di Emilia Romagna Teatro Ert /Teatro Nazionale Giuliano Barbolini e di Irene Baraldi, Coordinatrice del Comitato per la storia e le memorie del Novecento del Comune di Modena – si apre oggi pomeriggio alle 17 nella Galleria Europa di Piazza Grande 17, con un incontro che invita a riflettere sulle parole della storia e sul loro peso nel nostro tempo. Lo storico e saggista Marcello Flores dialoga con Maria Chiara Rioli di UniMoRe su termini come genocidio, Shoah e giustizia internazionale, nati all’indomani della Seconda guerra mondiale per dare un nome ai crimini e per costruire strumenti giuridici capaci di contrastarli. Un’occasione per tornare a usare queste parole con precisione scientifica e consapevolezza storica, sottraendole alla retorica e restituendo loro la forza di strumenti di cambiamento.

Venerdì 23 gennaio la riflessione prosegue al Teatro della Fondazione Collegio San Carlo con un incontro dalle 11 alle 13 rivolto alle classi quarte e quinte delle scuole secondarie di secondo grado. Ancora con Marcello Flores, il percorso attraversa il difficile e mai concluso rapporto tra memoria e storia, offrendo strumenti critici per comprendere perché la Shoah sia diventata, nelle società contemporanee, una questione dirimente e quale ruolo assuma oggi la memoria nelle democrazie.

La sera dello stesso giorno, alle 21, all’Auditorium Spira Mirabilis di Formigine, la memoria si fa racconto e musica con “Il bambino nel vento”. Le parole di Sami Modiano, testimone di Auschwitz, prendono voce grazie all’attore Giuseppe Sepe e si intrecciano alle melodie dei Nomadi eseguite dal vivo dalla tribute band Gli Allegri Vagabondi, mentre immagini di repertorio accompagnano lo spettatore nei luoghi simbolo dell’orrore.

Domenica 25 gennaio la memoria cammina per le strade della città. Alle 15 da largo Garibaldi parte il trekking urbano “Camminare la storia. Una generazione in fuga”, un percorso tra storie, luoghi e vicende della persecuzione ebraica a Modena tra il 1938 e il 1945. Attraverso la ricostruzione dei luoghi e delle biografie individuali e familiari, si compone il ritratto di una comunità attraversata da scelte drammatiche: chi resta e chi fugge, chi offre aiuto e chi si salva, chi denuncia e chi non fa più ritorno. La sera alle 20.30, al Teatro Comunale Pavarotti-Freni, la musica si intreccia alla riflessione morale con il Concerto della Memoria e del Dialogo, “Après Tout (Dopo tutto)”, opera del compositore parigino Fabien Lèvy. Un grande teatro del perdono che nasce dallo scambio di lettere tra Wiard Raveling, giovane insegnante tedesco, e il filosofo francese Vladimir Jankélévitch, e che interroga le coscienze su colpa, responsabilità, perdono e possibilità di riconciliazione dopo la catastrofe. Posto unico 10 euro, abbonati e ridotti 5 euro.

Martedì 27 gennaio, Giorno della Memoria, Modena dedica l’intera giornata al ricordo e al confronto. Alle 9, in via Università 4 si tiene la deposizione di una corona presso la lastra in memoria dei docenti e degli studenti perseguitati a causa delle leggi razziali, alla presenza del sindaco Massimo Mezzetti e della rettrice Rita Cucchiara.

Segue alle 10, al Cinema Arena di via Tassoni 8, l’incontro pubblico “Sentinella, a che punto è la notte?”, un dialogo sull’attualità della Giornata della Memoria con il giornalista e scrittore Gad Lerner e il sindaco Massimo Mezzetti. L’iniziativa si prefigge di attualizzare la riflessione sul 27 gennaio partendo da alcune riflessioni: ogni anno, dal 2001, il Giorno della Memoria intende ribadire, a partire dalla tragedia della Shoah, il valore della memoria storica come fondamento dell’educazione civile.

Quest’anno sarà però anche uno spazio di confronto sul tema della pace, oggi quanto mai urgente, laddove la ferocia del conflitto che ha portato alla distruzione di Gaza da parte del governo di Israele dopo la strage terrorista di Hamas del 7 ottobre 2023, ha prodotto il riemergere di antichi pregiudizi e rancori contro il popolo ebraico. Come scongiurare questo pericolo? Come coltivare il seme del dialogo, alternativa operosa alla contrapposizione? Come immunizzarsi dai fanatismi contagiosi? Il dialogo affronterà con equilibrio e rispetto questi temi, come esempio della complessità dei conflitti contemporanei. Ingresso libero fino a esaurimento dei posti.

Nel corso della giornata, il Teatro delle Passioni ospita in doppia replica – alle 10 e alle 20.30 – lo spettacolo “Chi porterà queste parole? 23 partigiane ad Auschwitz”, unica opera teatrale dedicata alla deportazione femminile nei campi nazisti. Attraverso la scrittura di Charlotte Delbo, partigiana e sopravvissuta ad Auschwitz, prende forma una potente lettura scenica che racconta fame, freddo, selezioni e morte, ma anche la solidarietà e il coraggio di ventitré donne che resistono perché una possa tornare a testimoniare. L’ingresso è gratuito con prenotazione consigliata su Vivaticket oppure il giorno stesso di spettacolo presso la biglietteria del Teatro delle Passioni. Al termine della matinée per le scuole segue un incontro con la Compagnia moderato dall’Istituto Storico di Modena.

Alle 18, alla sinagoga di piazza Mazzini, la Comunità ebraica di Modena e Reggio Emilia propone una lettura commentata dei Salmi con il dottor Avner Amram, per un momento di raccoglimento e riflessione spirituale.

Mercoledì 28 gennaio alle 21.15 la memoria si fa cinema alla Sala Truffaut con la proiezione del film “La scomparsa di Josef Mengele” di Kirill Serebrennikov, che ripercorre la fuga in America Latina del medico di Auschwitz e il tentativo del figlio Rolf di chiedergli conto dei suoi crimini, scavando nella personalità di uno dei responsabili più agghiaccianti della Shoah.

Giovedì 29 gennaio doppio appuntamento: alle 17 l’Archivio Storico comunale apre le sue carte per raccontare i secoli di convivenza tra la comunità ebraica e la comunità modenese. Attraverso documenti, cronache, leggi e stampe, si ripercorrono i rapporti con i duchi estensi dal Quattrocento al Novecento, in un viaggio nella lunga storia di una presenza che ha segnato profondamente la città. A seguire, la tradizione si fa sapore con la degustazione della Torta degli ebrei, proposta secondo la ricetta storica.

Alle 20.30, al Centro per le Famiglie, il programma si concentra sulla memoria sinta con il reading “Il pugile che sfidò Hitler”, dedicato alla storia di Johann Trollmann, campione di boxe a cui il titolo fu tolto per motivi razziali e che rifiutò di fuggire dal nazismo per dignità. Presso lo stesso Centro per le famiglie è visitabile la mostra “U drom che hasiami”, realizzata dagli studenti nell’ambito di un progetto promosso dallo Sportello Antidiscriminazione del Comune di Modena in collaborazione con l’Associazione Strada Patria Sinta.

Venerdì 30 gennaio alle 20.30, al Bper Forum Guido Monzani, la memoria si trasforma in musica, parole e danza con lo spettacolo “Ologramma. La memoria delle memorie”. Un intreccio di voci, segni, assenze e presenze che racconta la memoria come ciò che resta e ciò che ritorna quando il presente deve scegliere, come pietra d’inciampo che interrompe l’indifferenza e come narrazione collettiva di vite private di voce. Ingresso libero fino a esaurimento dei posti.

Il percorso prosegue la mattina del 3 febbraio alla biblioteca Delfini con Matteo Corradini che racconta agli studenti la storia di Helene Mayer, prodigio del fioretto nella Germania nazista, figura controversa alle Olimpiadi del 1936 ed ebrea costretta all’esilio, in una vicenda che intreccia sport, coraggio, libertà e propaganda.

Il programma si conclude domenica 6 febbraio a Nonantola in via Mavora 39 con una visita al luogo per la memoria “Davanti a Villa Emma”, dove la Fondazione Villa Emma presenta il progetto quasi al termine delle lavorazioni, restituendo alla comunità uno spazio che racconta una delle storie più luminose di salvezza e solidarietà del nostro territorio.

Per maggiori informazioni è possibile consultare la pagina web www.comune.modena.it/novita/notizie/2026/27-gennaio-giorno-della-memoria.

















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