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Accessibilità degli edifici aperti al pubblico, al via l’iter di approvazione delle modifiche alle Linee guida

Toschi: “Un passo concreto verso una città più inclusiva e accessibile”. Ecco le tipologie di intervento previste. In arrivo una campagna di sensibilizzazione

Approvate dalla Giunta le modifiche alle “Linee guida per la visitabilità degli edifici aperti al pubblico” (che erano state approvate a luglio 2021), prosegue ora l’iter in Consiglio comunale.

Il documento, che è un allegato al Regolamento Edilizio ed è nato nel contesto dell’azione strategica del Piano Urbanistico Generale “Rendere la città universalmente accessibile”, definisce i criteri generali, gli adempimenti obbligatori, le procedure e il termine entro il quale le attività interessate devono adeguarsi ai requisiti di visitabilità.

I soggetti obbligati all’adeguamento sono, a titolo esemplificativo: banche, uffici postali, alberghi e strutture ricettive, esercizi per la somministrazione di cibi e bevande, esercizi commerciali e laboratori artigianali (anche alimentari) con vendita al dettaglio, farmacie e parafarmacie, ambulatori medici, sedi di associazioni sportive, ricreative e culturali, luoghi dedicati allo sport, allo spettacolo e all’intrattenimento, luoghi dedicati alla cultura, luoghi dedicati all’istruzione, luoghi dedicati al culto.

Fermo restando l’obbligo di adeguamento alla vigente normativa in materia di superamento delle barriere architettoniche nei casi di nuove costruzioni, frazionamenti, cambi di destinazione d’uso e qualsiasi altro intervento che preveda l’insediamento di nuove attività, i titolari sono in ogni caso tenuti a rimuovere l’eventuale barriera architettonica in corrispondenza dell’ingresso.

Le tipologie di intervento riportate nelle Linee guida, prevedono, in via preferenziale un adeguamento permanente di almeno un ingresso senza coinvolgimento di spazio pubblico (o privato ad uso pubblico). Qualora tale modalità non risulti praticabile, per impossibilità tecnica, è possibile adottare un intervento con coinvolgimento di spazio pubblico o di spazio privato ad uso pubblico. Infine, solo nei casi in cui anche quest’ultima modalità d’intervento non risulti praticabile, è possibile adottare soluzioni “a chiamata”, tipicamente interventi che permettono l’accesso tramite rampe mobili posizionate solo al bisogno con pulsante di chiamata.

Tra le principali modifiche introdotte, sono state aggiornate e maggiormente dettagliate le caratteristiche tecniche e procedurali rendendo il testo conforme alle previsioni del sistema regolamentare dell’amministrazione, anche rispetto alle procedure sanzionatorie in caso di mancato adempimento.

Le previsioni delle Linee Guida sono già in vigore dalla fine del 2021 e le modifiche attuali servono a renderne più efficace l’applicazione.

Dall’approvazione delle Linee guida (febbraio 2026) per un anno partirà una fase sperimentale e di comunicazione, senza sanzioni previste. Da febbraio 2027 a febbraio 2028 saranno previste sanzioni solo nel caso in cui non sia stata effettuata nessuna delle azioni possibili per rimuovere le barriere e, da febbraio 2028 si andrà a regime applicativo e sanzionatorio.

Le Linee guida rispettano quanto definito dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, infatti, “Qualsiasi soggetto, pubblico o privato, è tenuto a compiere ogni sforzo ragionevole per garantire alle persone con disabilità un accesso non discriminatorio alle proprie attività”.

Il lavoro di modifica è stato realizzato a cura di un gruppo di lavoro permanente per il monitoraggio e lo sviluppo dell’applicazione delle Linee guida, che ha coinvolto, oltre ad Assessori e Delegati, i Diversity Manager, la Direzione Generale, il Dipartimento Urbanistica, Casa e Ambiente, il Settore Mobilità Sostenibile e Infrastrutture, il Settore Semplificazione amministrativa e cura delle relazioni con la cittadinanza, il Corpo di Polizia Locale e l’Area Quartieri, il Settore Economia.
La Consulta sulla disabilità sarà coinvolta nella fase di implementazione delle Linee guida.

Nelle prossime settimane è prevista l’uscita di una campagna di comunicazione ideata da Comune, Diversity manager e Consulta sulla disabilità.

“La delibera sulla visitabilità dei locali aperti al pubblico – è il commento della consigliera con delega alla Disabilità Roberta Toschi – segna un passo concreto verso una città più inclusiva e accessibile. Garantire l’accesso agli spazi pubblici non è solo un obbligo normativo, ma una scelta politica che afferma il diritto di tutte e tutti a partecipare pienamente alla vita sociale ed economica del territorio. L’accessibilità non penalizza il commercio: lo amplia.
É un provvedimento che mette al centro le persone, promuove l’inclusione, l’autonomia e contribuisce a migliorare la qualità complessiva degli spazi urbani. Nei prossimi giorni incontreremo le associazioni di categoria per proseguire il dialogo su questo importante provvedimento.”

















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