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I nuovi volti della mafia nella pianura reggiana: l’importanza degli strumenti di contrasto e prevenzione

Incontro nel distretto della Pianura Reggiana

Lunedì 8 aprile al teatro Pedrazzoli di Fabbrico si parlerà di mafie e strumenti per contrastarle e prevenirle nell’ambito del XV progetto “Memoria e Legalità”.

L’iniziativa è prevista alle ore 18.00 ed è promossa dal Movimento  Agende Rosse Rita Atria Reggio Emilia in collaborazione con i Comuni di Fabbrico, Campagnola Emilia, Rio Saliceto, Rolo.

Si è ritenuto importante e fondamentale la collaborazione  con le Amministrazioni comunali  in un territorio ad alta infiltrazione mafiosa dove istituzioni  e associazioni antimafia trovino e rinforzino  strumenti comuni di contrasto alla criminalità organizzata.

Sono presenti all’iniziativa Libera e lo Spi CGIL.

All’iniziativa prenderanno parte due relatori eccellenti: il Prefetto di Reggio Emilia, Maria Rita Cocciufa e il giudice Francesco Maria Caruso, già presidente del tribunale di Reggio Emilia e del tribunale di Bologna e presidente del collegio giudicante del processo Aemilia. Tratteranno degli strumenti giuridico/amministrativi antimafia, in dialogo con Nicola Bolzoni, attivista di Agende Rosse.

Il tema scelto non è nuovo per noi, e tantomeno casuale. A fronte degli innegabili attacchi agli strumenti antimafia, interdittive in primis, cui assistiamo da un po’ di tempo a questa parte, riteniamo necessario approfondire la materia, affinché le cittadine e i cittadini possano avere un’opinione informata al riguardo.

Da un lato abbiamo abbondanti conferme di una forte infiltrazione delle mafie nel territorio, in particolare della ‘ndrangheta, e “sicuramente c’è un affinamento”, come ha dichiarato recentemente  il procuratore capo di Bologna Giuseppe Amato, che ha poi spiegato “perché quando l’infiltrazione è di natura economica è un’infiltrazione estremamente moderna, che si può giovare dello strumentario che l’evoluzione tecnica consente”.

Tale situazione dunque esigerebbe la strenua difesa degli strumenti antimafia indispensabili per difendere il contesto economico e sociale, e il massimo sostegno alle istituzioni che li adottano da parte di tutta la società civile, a partire dagli imprenditori, che subiscono la concorrenza sleale di queste  nuove mafie “in giacca e cravatta”.

Cosa accade, invece, a Reggio Emila? Nasce una associazione, denominata CLM(Contro Le Mafie- Per la cultura della legalità e per i diritti di giustizia), costituita da imprenditori edili di origine cutrese,che dichiara di voler prendere le distanze dalla ‘ndrangheta per evitare le interdittive -da cui molti soci sono stati colpiti-  ma al contempo critica i provvedimenti antimafia utilizzati dalla prefettura.  ”Non si può dare una interdittiva per parentele solo perché si viene da Cutro” sostiene Francesco Capperi, vicepresidente dell’associazione.

Bizzarro, a nostro giudizio, definirsi “contro le mafie” e nel contempo tentare di delegittimare gli strumenti amministrativi più importanti per prevenire le infiltrazioni malavitose.

Operazione già tentata in passato da Antonio Ceraso, ora sindaco di Cutro che, guarda caso, ha ”tenuto a battesimo” la  neo nata associazione. Ricordiamo, infatti che, in visita alla nostra città quand’era candidato sindaco, aveva  criticato pubblicamente l’operato della prefettura di Reggio Emilia, ergendosi a paladino di “cittadini onesti cutresi a cui sono negati i certificati antimafia”.

Ora come allora siamo preoccupati da attacchi di questo tipo e riteniamo che si debba contrastare il dilagare delle mafie non a parole, ma che coi fatti, non attaccando le istituzioni, ma sostenendole.

Pertanto continuiamo a promuovere occasioni di approfondimento e dibattito come questa  organizzata a Fabbrico, ritenendo fondamentale contribuire a far crescere la consapevolezza della società civile rispetto all’entità del fenomeno mafioso nelle sue molteplici facce e al “come” combatterlo.

















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