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Parco del Popolo: aperto il cantiere nella più antica area verde del centro storico di Reggio

Sono iniziati alcuni importanti lavori di riqualificazione del parco del Popolo, programmati dall’Amministrazione comunale fra quelli che interessano il quadrante nord-est del centro storico di Reggio Emilia: oltre agli storici Giardini pubblici (sorti nella seconda metà dell’Ottocento al posto della demolita Cittadella), la piazza del Popol Giost e il sottopasso di porta Santa Croce.

Gli interventi al parco del Popolo – un investimento di 270.000 euro, di cui 180.000 euro finanziati dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) Missione 5 Riqualificazione e rigenerazione urbana e 90.000 euro dal Comune con risorse proprie – si realizzano dopo alcune altre azioni nel parco, sostenute dallo stesso Comune e compiute nei mesi scorsi, quali il ripristino o la sostituzione delle panchine ammalorate e di punti illuminanti inadeguati, il posizionamento di nuovi raccoglitori dei rifiuti e la pulitura del monumento funerario dei Concordi, importante reperto di epoca romana.

In questa nuova fase il Comune interviene con la messa a dimora di 62 nuovi alberi, fra i quali i 12 ippocastani collocati intorno alla fontana dell’abate Ferrari Bonini, in buona parte a reintegraziane di alberature rimosse perché a fine ciclo vitale o seccate e quindi a rischio caduta; la sistemazione di aiuole, percorsi pedonali e il posizionamento di cordoli in corten ove necessari.

“Il rafforzamento del patrimonio vegetale è un’azione necessaria al mantenimento del più importante parco storico pubblico della città, il cui livello di complessità è significativo sul piano storico-paesaggistico quanto ecologico: avevamo promesso che ce ne saremmo occupati ed ora lo stiamo facendo, grazie anche al contributo del Pnrr – dice l’assessora alle Politiche per la Sostenibilità, Carlotta Bonvicini – L’implementazione del verde avviene con la scelta di essenze coerenti con il contesto naturalistico di pregio consolidato, e quindi con quello che è l’impianto storico dei Giardini. Alla messa a dimora di nuove piante, che risolvono alcune fallanze significative mai colmate da oltre 13 anni, come gli ippocastani attorno alla fontana, si affiancano interventi di cura dell’area verde per assicurare una maggiore qualità urbana a un luogo caro a bambini e famiglie e meritevole di grande attenzione. Un luogo riqualificato, bello e curato trasmette rigenerazione e benessere, attrae le persone, favorisce relazioni e sicurezza”.

COSA SI FA – I lavori al parco del Popolo consistono in:

  • rimozione dello strato superficiale di ghiaietto sporco;
  • pulitura dei percorsi per far riemergere i cordoli interrati e delimitare meglio le aiuole;
  • posa di cordoli in corden ove non sono presenti, ma sono necessari;
  • messa a dimora di 62 nuovi alberi in tutta l’area verde;
  • posa di un impianto d’irrigazione per le 62 piante;
  • lavorazione del terreno delle aiuole per renderlo più fertile e sano per le piante;
  • posa di 12 ippocastani intorno alla fontana Ferrari Bonini.

 

Gli altri nuovi alberi sono:

  • sophore, sistemate tra viale Allegri e il teatro Municipale Valli, in sostituzione di quelle perse negli anni;
  • tre bagolari in sostituzione di quelli abbattuti nell’Anello centrale del parco;
  • un cedro, ora mancante, che fa parte del disegno della Stella nella parte centrale del parco;
  • alcuni platani, dove lo spazio lo permette, per ridefinire meglio il percorso dell’antico Galoppatoio;
  • altre varietà di piante in varie zone del parco: quercia, liquidambar, liriodendro, pawlonia e ginko biloba;
  • alcune aiuole, intorno ai lampioni, ospiteranno bordure di berberis e piante di hemerocallis.

Infine, verrà posato un cordolo in binderi di porfido intorno all’area gioco bimbi.

In una fase successiva, si procederà con i lavori di rifacimento della pavimentazione e il ridisegno di aiuole nella maggior parte della superficie del parco e i lavori saranno completati con il restauro della fontana dell’Elefantino, copia di quella donata negli anni Trenta del secolo scorso dai coniugi Anna e Luigi Parmeggiani, posta sotto il grande e ultra centenario cedro del Libano.

 
















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