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Raccolta rifiuti a Modena, il Comune: “Presidio costante per superare i disagi”

“Il passaggio a una nuova modalità di raccolta differenziata dei rifiuti richiede naturalmente degli aggiustamenti in corsa e il Comune di Modena è quotidianamente al lavoro per presidiare la trasformazione e superare i disagi che si creano in questa fase di transizione, accogliendo le segnalazioni dei cittadini e controllando l’operato del gestore anche per indirizzare ogni azione di miglioramento necessaria”.

Intanto, dalla partenza della campagna, a settembre 2022, c’è stato un netto incremento della percentuale di raccolta differenziata, con un 3 per cento di crescita in un solo mese, tra febbraio e marzo, quando si è consolidata la raccolta in larga parte del Quartiere 4 e si è iniziata a sentire l’influenza delle zone in trasformazione nel Quartiere 1. “Per questo ringrazio i cittadini modenesi, che si stanno impegnando nel cambiare le loro abitudini perché hanno compreso l’obiettivo di miglioramento ambientale a vantaggio di tutti che guida il nuovo sistema”.
Così l’assessora all’Ambiente Alessandra Filippi, nella seduta del Consiglio comunale di oggi, giovedì 25 maggio, ha aperto la sua risposta all’interrogazione della consigliera Elisa Rossini (Fratelli d’Italia) sui disservizi nella gestione della nuova raccolta rifiuti. La consigliera chiedeva, inoltre, se il gestore stia garantendo gli standard di qualità e gli interventi informativi previsti dal contratto, quante segnalazioni arrivino al gestore e quali azioni siano state avviate per risolvere la situazione.
In premessa, l’assessora Filippi ha annunciato che la nuova modalità di raccolta differenziata dei rifiuti interessa ormai i due terzi della città, con circa 65 mila utenze coinvolte sulle quasi 95 mila complessive. “A trasformazione ancora da completare – ha sottolineato l’assessora – si evidenzia un aumento generalizzato di tutte le frazioni di raccolta differenziata, in particolare dell’organico, mentre è in netta diminuzione, come previsto, la quantità dei rifiuti indifferenziati, calati del 18 per cento”.
La trasformazione del servizio, ha specificato l’assessora, è stata accompagnata da una costante e diffusa attività di informazione dei cittadini: dalla partenza della campagna fino ad aprile erano state coinvolte 60 mila utenze alle quali è stato consegnato il kit comprensivo di istruzioni (tradotte in otto lingue). Per accompagnare il cambiamento Hera ha attivato, inoltre, un call center tecnico alla Casa Smeraldo con tre linee telefoniche dedicate e relative mail, una casella “progetto Smeraldo” per gestire le richieste degli amministratori di condominio e delle associazioni di categoria che ha gestito oltre tremila contatti, e una casella specifica per le associazioni di volontariato con oltre cinquecento contatti gestiti. Sono stati fatti oltre duecento incontri specifici con associazioni di categoria, e rappresentanti di diverse organizzazioni, dal volontariato alle comunità straniere alle associazioni anziani. Sempre dall’inizio della campagna allo scorso aprile sono state organizzate 16 serate informative che hanno visto una partecipazione media di oltre trecento persone a serata; sono stati allestiti oltre 90 gazebo informativi per più di 1.600 ore operatore erogate, è stata prolungata l’apertura della Casa Smeraldo, e, da febbraio, al Mercato Albinelli è in funzione un secondo punto operativo Casa Smeraldo mentre un terzo è stato appena aperto all’R-Nord. Sono state erogate, infine, oltre ottomila ore di contatto per le attività non domestiche.
“Aggiustamenti per risolvere le criticità che man mano si presentano, in particolare nelle zone di confine tra vecchio e nuovo sistema, sono stati fatti e si continueranno a fare” ha detto l’assessora. A seconda delle esigenze, dove necessario, il gestore ha aumentato le frequenze della raccolta e del lavaggio stradale, incrementato il numero dei contenitori e inserito la nuova figura dello spazzino di quartiere.
Infine, rispondendo alla domanda sulla “intransigenza del gestore nell’applicare le sanzioni per abbandono dei rifiuti”, l’assessora Filippi ha chiarito che “nessuno vuole punire i cittadini, la velocità con cui è stata introdotta la nuova raccolta richiede tempo per essere assimilata. Nel caso di comportamenti sbagliati e ripetuti nel tempo, la persona viene contattata per lettera o per telefono per correggere la modalità di conferimento. Quindi parliamo di formazione non di sanzione. Diverso, ovviamente, è il caso in cui si dovesse evidenziare un comportamento dolosamente scorretto: in questo caso la sanzione ci sarà, per rispettare la maggioranza dei cittadini modenesi che si comportano correttamente”.

IL DIBATTITO IN CONSIGLIO COMUNALE

L’interrogazione sulla gestione della nuova raccolta differenziata è stata trasformata in interpellanza e il dibattito è stato aperto dal capogruppo Pd Antonio Carpentieri richiamando i doveri del gestore rispetto ai tempi da rispettare per togliere i rifiuti abbandonati e ripulire. “E il Comune – ha aggiunto Carpentieri – deve fare di più per far funzionare il servizio. Il porta a porta è complicato, serve tempo per il cambio culturale, ma Modena deve essere tenuta pulita”.

Condividendo il richiamo all’inciviltà contenuto nell’interrogazione, Carpentieri ha riconosciuto che la maggioranza dei cittadini sta facendo la propria parte, ma servono ulteriori correttivi rispetto a ciò che il Comune ha già chiesto, per esempio tempi di esposizione dei rifiuti e di raccolta meglio definiti: “A volte passa ancora troppo tempo tra il giusto conferimento e la raccolta del pattume, bisogna valutare se ci sono condizioni per sanzionare il gestore in caso di evidenti inadempimenti: si è preso degli impegni e deve rispettarli”.

Anche Paola Aime (Europa Verde-Verdi) ha affermato che i tempi di raccolta devono essere sicuramente migliorati, ma ha ribadito che il sistema precedente “non permetteva sufficiente tutela ambientale e della salute dei cittadini: anche se apparentemente vivevamo meglio non stavamo facendo il nostro bene, non differenziavamo in maniera corretta”. Giusto cambiare, quindi, ma il sentire dei cittadini va tenuto in considerazione e bisogna applicare i correttivi necessari e informare puntualmente sui dati di miglioramento della raccolta.

Per il capogruppo di Lega Modena Giovanni Bertoldi, però, le cose non stanno andando per niente bene e ci sono anche disservizi legati al mancato funzionamento di cassonetti: “Non si può dare la colpa ai cittadini per le mancanze di Hera e l’Amministrazione comunale ne deve prendere atto”. Per Bertoldi, infatti, i rifiuti differenziati non vengono mai prelevati al momento giusto, negli orari più idonei per non creare disagi: “Occorre quindi cambiare radicalmente il sistema”. Anche sui dati Bertoldi ha espresso dubbi: “Non abbiamo la possibilità di verificare: chi raccoglie i rifiuti, infatti, è lo stesso soggetto che li gestisce”.

“Nessuno pensa di dare la colpa ai cittadini”, gli ha risposto Diego Lenzini per il Pd precisando che “i modenesi non sono certo degli incivili: ma qualche incivile c’è”. A volte però, ha riconosciuto Lenzini, c’è anche chi non fa la cosa giusta perché non ha capito bene come funziona ed Hera deve farsi carico di questo problema comunicativo, “siamo in una fase di rodaggio, ma le cose devono essere messe a posto rapidamente: non può certo essere questo lo standard del servizio”.

Nella replica la capogruppo di Fratelli d’Italia Elisa Rossini ha affermato che l’assessora Filippi continua ad avere una posizione appiattita su quella di Hera non considerando adeguatamente il cattivo funzionamento dell’App per le segnalazioni e gli errori di comunicazione: “Approcciando i cittadini in un modo punitivo ogni comunicazione diventa difficile e non possiamo pensare che sia tutta colpa dei cittadini: servono modifiche, tra le quali più passaggi settimanali per la raccolta”.

In conclusione, l’assessora Filippi, precisando di non stare dalla parte di Hera, ha ribadito che è necessario fare funzionare questo modello di raccolta, che è quello messo a gara e giudicato migliore di altri proprio per la velocità che può garantire: “Ci sono difficoltà ad applicarlo in poco tempo, ma i primi dati sono positivi con l’indifferenziata che è salita 67,5 per cento: bravi i cittadini modenesi. Ma c’è spazio per migliorare il servizio”.

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