Anche quest’anno la struttura di Casa Corsini a Spezzano di Fiorano fa parte del Màt – Settimana della Salute Mentale, con la mostra intitolata “Lock-House: usciamo da queste mura”. L’esposizione sarà visitabile da martedì 19 ottobre all’Auditorium di Maranello. Le opere sono state realizzate da persone con fragilità psicologiche e rappresentano il concetto di “abitare” durante il lockdown.

Il progetto Lock-House nasce dalla collaborazione tra Centro Salute Mentale Sassuolo, Casa Corsini, Social Point – Progetto di Inclusione Sociale del DSMDP di Modena, Associazione In-Contromano Onlus, e Associazione Lumen, per raccontare e condividere l’idea di “abitare” durante il periodo del lockdown. Attraverso una serie di incontri, realizzati presso Casa Corsini i partecipanti hanno provato a riflettere, progettare e costruire per dare forma a vissuti, stati d’animo e sensazioni legate a questo momento particolare. La mostra vuole restituire il senso di smarrimento connesso alla sospensione del tempo, il silenzio e la solitudine, gli spazi vuoti nei quali si sono moltiplicati il disagio esistenziale, l’insicurezza.

A seguire, sarà il Prof. Diego Saglia dell’Università di Parma a condurre l’incontro “Jane Austen: ordine e disordine nell’epoca Regency” in programma venerdì 22 ottobre alle 18.30 presso il Bla, la biblioteca, ludoteca e archivio di Fiorano Modenese. Jane Austen è ancora oggi una delle scrittrici più amate e lette, le sue opere hanno ispirato generazioni di autrici e autori. A lei, alla sua epoca e alle sue opere principali è dedicato l’appuntamento organizzato nell’ambito dei festeggiamenti per il compleanno del Bla. Prenotazione consigliata, accesso gratuito con greenpass fino ad esaurimento posti. Per prenotazioni: 0536-833403 biblioteca@fiorano.it

Diego Saglia insegna Letteratura Inglese all’Università di Parma, dove è Direttore del Dipartimento di discipline umanistiche, sociali e delle imprese culturali. Ha conseguito il dottorato di ricerca presso l’Università di Cardiff (Regno Unito) e, prima di arrivare a Parma, ha insegnato presso l’Università di Cardiff e l’Università di Bath (Regno Unito). Le sue ricerche si concentrano sulla letteratura e la cultura del periodo romantico e su diverse figure centrali del periodo tra le quali appunto Jane Austen.

In ultimo: che cosa hanno in comune Stranger Things e gli Aristogatti? Cosa c’entra Pinocchio con Star Wars? E se la misteriosa balena avesse qualcosa in comune con la Morte Nera? Un workshop per comprendere in profondità la struttura che governa le storie, scoprirne le implicazioni più sorprendenti e trarne strumenti utili a costruire le proprie narrazioni.

È “Il Codice delle Storie”, appuntamento gratuito in presenza con Diego Fontana in programma per sabato 23 ottobre (ore 10-13 / 14-17) al Bla. Il workshop, organizzato dall’associazione Lumen, è aperto a tutti con particolare specificità per chi, per lavoro o per hobby, cerca strumenti per imparare a raccontare storie: autori, videomaker, comunicatori, copywriter, appassionati di cinema e di lettura. Posti limitati, iscrizione obbligatoria, obbligo di green pass. Per iscrizioni: info@casacorsini.mo.it

Diego Fontana inizia come copywriter per le multinazionali della comunicazione Lowe Pirella e successivamente Saatchi & Saatchi. È stato collaboratore e co-autore di programmi per Rai e Sky, ideati dal campione di volley Andrea Zorzi. Insegna copywriting e progettazione visiva all’Istituto Europeo di Design, nelle sedi di Firenze e Torino, tecniche pubblicitarie presso IULM Milano, ed è docente IFOA Reggio Emilia.

È importante sottolineare come il FabLab Junior proposto dall’associazione Lumen sempre presso Casa Corsini continui a riscuotere consensi sia quale laboratorio sia come esperienza formativa per bambini, ragazzi e insegnanti. La struttura, inaugurata nel marzo del 2019, da subito ha suscitato interesse: è stata presentata nel programma Generazioni Digitali del corso di laurea in Digital education di Unimore, poi proposta come buona prassi nel workshop in Commissione Europea su makerspaces ed educazione digitale. Ha ricevuto moltissime visite: dagli operatori del FabLab di Verona così come dello Spazio giovani di Castelfranco Emilia.

Le ultime settimane hanno fatto registrare l’interesse del Comune di Soliera, in visita alla struttura, e di una frequentante del Master in “Design per Bambini: oggetti, spazi, processi ed esperienze” della Facoltà di Arte e Design dell’Università di Bolzano. L’esperienza fioranese è infatti fra le prime a livello nazionale a dare risposte in campo STEAM ai più piccoli e già diversi studenti universitari si sono avvicinati alla struttura per farne oggetto di studio.

“Anche gli iscritti ai laboratori – spiega la coordinatrice del FabLab Junior Alice Fregni – non sono solo locali: è una struttura innovativa e per frequentarla tante famiglie sono disposte a fare qualche chilometro in più. Per noi è importante offrire esperienze di apprendimento modulate sui bisogni del territorio, anche se naturalmente l’interesse esterno è un segnale molto positivo. Adesso ad esempio stiamo iniziando a proporre anche formazione per gli insegnanti della Scuola dell’Infanzia perché anche per i più piccoli ci sono tante occasioni per imparare divertendosi”.



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