Dopo la modifica dello Statuto approvata ieri dal Consiglio comunale che riconosce la tutela del clima e la transizione ecologica giusta tra gli obiettivi programmatici e l’Assemblea Cittadina come strumento di partecipazione del Comune di Bologna, questa mattina la giunta guidata dal sindaco Virginio Merola ha approvato la delibera con le linee guida per la costituzione di assemblee cittadine per il clima come esito di un percorso partecipato coordinato dalla Fondazione per l’Innovazione Urbana.

Bologna è la prima città in Italia che, dopo aver dichiarato l’emergenza climatica con il voto del Consiglio Comunale nel settembre 2019, istituisce un innovativo strumento di democrazia che sarà a disposizione della prossima amministrazione.

“Sono molto soddisfatta di questo percorso e sono grata a coloro che lo hanno stimolato e vi hanno preso parte: lo ritengo uno dei momenti più alti di questo mandato per qualità del confronto e per i contributi che sono stati portati – spiega la vicesindaca e assessora all’Ambiente Valentina Orioli – . Lo strumento che stiamo mettendo a punto è importante per il futuro della città e la modifica dello Statuto aggiorna gli obiettivi generali dell’Amministrazione rispetto a questioni cruciali come i cambiamenti climatici e la transizione ecologica giusta”.

Un risultato che arriva dopo un percorso di confronto durato più di sei mesi, promosso dalla Fondazione per l’Innovazione Urbana con il Comune di Bologna e con il sostegno della Regione Emilia-Romagna grazie al bando per la partecipazione previsto dall’omonima legge regionale.

Comune, movimenti ambientalisti, vari soggetti ed associazioni del mondo economico e sociale cittadino si sono confrontati in un Tavolo di negoziazione coordinato dalla Fondazione Innovazione Urbana. I lavori del tavolo sono stati supportati da studiosi di democrazia partecipativa e diritto amministrativo di rilievo internazionale e hanno portato alla definizione di Linee guida per la modifica dello Statuto Comunale e la definizione del Regolamento attuativo. A garantire la correttezza del percorso sono stati nominati tre garanti: Marianella Sclavi, già docente di gestione creativa dei conflitti al Politecnico di Milano, Franco Mosconi, professore ordinario di Economia e Politica Industriale all’Università di Parma e Stefano Sotgiu esperto in progettazione di politiche pubbliche partecipative.

La delibera licenziata dalla giunta propone linee guida su vari aspetti, ad esempio quello di chi parteciperà alle assemblee: si dovrà infatti tenere conto della reale composizione di chi vive la città – residenti, studenti, cittadini di origine straniera, fasce più fragili della popolazione – .

Le Assemblee cittadine deliberative sono un nuovo strumento democratico che coinvolge direttamente i cittadini nel prendere decisioni di interesse generale. È una Assemblea indipendente, con durata e compiti predeterminati, in cui cittadini estratti a sorte e rappresentativi delle diverse componenti della società si confrontano e definiscono proposte condivise. Si riunisce per un periodo limitato durante il quale si alternano momenti di formazione e momenti di discussione per formulare e votare proposte. Assemblee di questo tipo sono state realizzate già in altri paesi europei, come ad esempio in Francia dove è stata definita “Convention Citoyenne pour le climat”.

 



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