La possibilità per i cacciatori di raggiungere un comune diverso da quello di residenza per praticare la caccia di selezione al cinghiale, in deroga alle prescrizioni previste dal decreto anti Covid per la zona arancione, rappresenta una notizia positiva che consente di continuare un’attività fondamentale per il territorio. E’ il commento della comandante della Polizia provinciale di Modena Patrizia Gambarini, a proposito della recente precisazione della Prefettura di Bologna, recepita dalla Regione,  che consente su tutto il territorio regionale la caccia di selezione al cinghiale in deroga al divieto di spostamento tra i comuni.

«Una decisione importante – aggiunge Gambarini – sul fronte della prevenzione danni all’agricoltura, della sicurezza stradale ma anche per il controllo della diffusione delle peste suina africana, di cui i cinghiali possono essere un veicolo. E il divieto di spostamento di fatto aveva bloccato l’attività».

La Polizia provinciale, aggiunge Gambarini, sarà impegnata anche nei prossimi giorni nel controllo di questa attività che si svolge sia in modalità di selezione, dove i cacciatori agiscono singolarmente, sia in braccata, dove vi sono gruppi da un minimo di 15 ad un massimo di 40 persone. Durante le operazioni sono consentiti gli spostamenti, con autocertificazione, dei cacciatori dal territorio di un comune all’altro, anche se appartengono a regioni diverse.

Gambarini, ricordando che la Polizia provinciale aveva posto il problema della caccia al cinghiale, sollecitando una interpretazione delle norme che consentisse l’attività, garantisce il proseguimento del presidio e del controllo anche nelle zone non facilmente raggiungibili con mezzi tradizionali.



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