Una strada che potrà riaprire in sicurezza – la Provinciale 43 – dopo la frana causata dal maltempo dello scorso novembre, e le azioni intraprese dalla Regione per far luce su quanto accaduto in seguito allo svaso della diga di Pavana, con un esposto presentato per accertare danni e responsabilità.

È una giornata interamente dedicata all’Appennino bolognese quella di oggi per l’assessore regionale a Protezione civile e Ambiente, Irene Priolo.

“Essere presenti sul territorio e lavorare assieme con gli amministratori locali è il nostro modo di governare- afferma l’assessora Priolo, nel corso del sopralluogo a Camugnano sui luoghi della frana monte della Provinciale 43 ‘Badi – Rio Confini’- perché ci consente, come amministratori regionali, di toccare con mano i problemi che si trovano a dover affrontare le comunità locali, intervenendo laddove necessario”.

“Con un nuovo stanziamento di circa 85 mila euro, attribuito alla Città Metropolitana- spiega poi l’assessora- sarà possibile far partire il cantiere per ripristinare il dissesto e sistemare la viabilità della Provinciale 43, superando i disagi finora sopportati dalla popolazione”.

“Il nuovo contributo si somma a 189 mila euro che la Regione aveva già messo a disposizione per interventi di miglioramento della rete stradale: quando si è verificato il dissesto, le opere erano in appalto -aggiunge Marco Monesi, consigliere della Città Metropolitana delegato a pianificazione, mobilità sostenibile e viabilità-. Alla luce dei fatti, abbiamo scelto di reinvestire la somma per posizionare paramassi a monte dell’intervento della protezione civile, evitando i pericoli di caduta di grossi massi. L’obiettivo è terminare tutte le opere e riaprire al transito la strada entro la fine di ottobre”.

La giornata è poi proseguita con la visita alla diga di Pavana, accompagnata da sindaci e amministratori locali di Alto Reno Terme, Gaggio Montano e Castel di Casio.

Proprio l’invaso era stato protagonista a fine luglio del rilascio di sedimenti sul Torrente Limentra di Sambuca, con conseguente torbidità delle acque, moria di pesci e criticità per l’intero ecosistema.

“Ora è giunto il momento di far luce sull’accaduto- afferma Priolo-. Come promesso, la Regione ha messo in campo tutte le azioni necessarie ad accertare i danni provocati dallo svaso e le eventuali responsabilità. È stato attivato il ministero dell’Ambiente, perché assolva alle funzioni di verifica che gli sono proprie, così come abbiamo presentato un esposto presso la Procura della Repubblica. Sono gli strumenti a nostra disposizione, previsti dal Codice dell’Ambiente, per raggiungere l’obiettivo che più ci sta a cuore: accertare quanto accaduto, un primo passo di trasparenza fondamentale perché un evento simile non si ripeta più”.

 

Gli interventi a Camugnano sulla provinciale 43

Alla fine di novembre 2019, dopo oltre 10 giorni di pioggia incessante, enormi massi, terra e alberi sono scesi sulla carreggiata della Provinciale 43, in Comune di Camugnano, occupandola per circa 35 metri e determinando la chiusura totale della strada.

La viabilità comunale minore ha finora consentito i collegamenti, pur con allungamento dei percorsi e dei tempi di percorrenza.

La Regione, con il Piano di protezione civile predisposto dopo l’ondata di maltempo, ha disposto un contributo di 85.400 euro a favore della Città metropolitana di Bologna.  Permetterà la creazione di una pista per l’accesso alla scarpata di monte, la frantumazione delle porzioni di roccia di grandi dimensioni cadute, la rimozione delle alberature e dei detriti in strada, la risagomatura della scarpata con la costruzione di opere di sostegno.

Altri 10 mila euro sono stati assegnati sempre alla Città Metropolitana, con lo stesso Piano, per la regimazione delle acque e sistemazione della viabilità Campolo Serra dei Galli SP 72

 

Cosa è accaduto a Pavana

Lo scorso 28 luglio, nell’ambito della fase conclusiva delle operazioni di svaso della Diga di Pavana effettuate da Enel Green Power, si è verificato un rilascio ingente di sedimenti sul Torrente Limentra di Sambuca, eccedente il quantitativo previsto nel Piano operativo presentato da Enel.

I sedimenti fuoriusciti dalla Diga hanno determinato una forte torbidità delle acque e una riduzione dell’ossigeno che ha comportato una moria di pesci, oltre alle evidenti problematiche generate all’intero ecosistema.

Un primo sopralluogo effettuato da Arpae, nelle fasi immediatamente successive al riversamento, ha permesso di verificare che la torbidità si è propagata fino al fiume Reno in località Riola Ponte in Comune bolognese di Grizzana Morandi.



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