«Sinceramente non pensavo nemmeno che il bonus arrivasse e quando è arrivato l’ho reinvestito in azienda».  C’è anche il leghista sassolese Stefano Bargi tra quelli che il luogo comune vuole siano ‘i furbetti’ del bonus da 600 euro. Già segretario cittadino della Lega, poi commissario provinciale, oggi consigliere Regionale al secondo mandato oltre che consigliere comunale a Sassuolo, 31 anni, Bargi, che gestisce insieme a due soci un locale a Maranello, ha spiegato come un’associazione di categoria abbia suggerito alla sua società di richiedere il bonus, e una volta andata a buon fine la richiesta, gli emolumenti siano stati messi a disposizione della società per far fronte ai mancati guadagni del lockdown.

«Se è stato fatto un errore rimedieremo, ma non capisco questi attacchi», ha detto al ‘Resto del Carlino’ Bargi, che tuttavia adesso rischierebbe la sospensione. Ma a passare per ladro, fa capire, non ci sta, rivendicando la sua assoluta buona fede e ricordando di avere donato, prima che arrivassero i bonus, 2500 euro alla Ausl di Modena e al fondo regionale anti-Covid.



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