Le aziende del settore ceramico hanno dovuto sospendere l’attività produttiva in base ai provvedimenti governativi emanati in ragione dell’emergenza COVID-19. La sospensione dell’operatività è stata disposta per un periodo di circa 40 giorni, ma gli effetti di questo blocco si sono protratti ben oltre il termine normativo, sommandosi ai generali problemi di liquidità. Le difficoltà della ripresa e i protocolli di sicurezza introdotti non hanno fino ad oggi di fatto consentito un completo riavvio produttivo; ciò ha determinato una protratta minor produzione di rifiuti rispetto al periodo pre-covid, anche con riferimento ai (pochi) rifiuti urbani ed assimilati prodotti dalle imprese ceramiche.

Su questo tema Confindustria Ceramica ha avviato da tempo un confronto con i Comuni del distretto Ceramico per valutare un percorso di adeguamento della TARI pagata dalle imprese ceramiche. Si registra infatti l’evidenza di una rilevante sproporzione tra la quantità di rifiuti assimilati agli urbani effettivamente conferiti al gestore pubblico (assolutamente marginale) ed il carico percentuale di tassa rifiuti richiesta al settore nell’ambito della necessaria copertura integrale dei costi del servizio svolto verso tutte le categorie di utenza.

In relazione a tale confronto tutt’ora in corso, i Comuni di Fiorano Modenese e di Sassuolo, nel prendere atto delle ragioni portate dall’Associazione, hanno effettivamente avviato un percorso di riduzione della TARI che dal 2015 ad oggi ha portato ad un parziale riequilibrio della tassazione a carico delle imprese.

Per la sospensione dell’attività dovuta all’emergenza COVID, l’Associazione sta in questi giorni richiedendo alle Amministrazioni Locali l’applicazione per la TARI 2020 delle riduzioni previste dalla Delibera ARERA del 7 maggio 2020 n. 158. In particolare si chiede l’adozione di un congruo coefficiente di riduzione che tenga conto sia dell’effettivo periodo di chiusura che delle oggettive difficoltà di ripresa delle attività.

Anche in questo caso Fiorano Modenese, che è stato il primo Comune del distretto a cui è stata rivolta la richiesta, ha deliberato di stanziare in bilancio un fondo destinato a concretizzare una appropriata riduzione per la tassa dell’anno in corso per il quale il servizio non è stato di fatto prestato alle imprese per diversi mesi. L’Associazione si è già attivata per formulare la stessa richiesta ai sindaci degli altri Comuni del distretto ceramico, sia in territorio modenese che reggiano, in appositi incontri che si svolgeranno nei prossimi giorni.

 



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