A maggio il 78% delle imprese emiliano-romagnole prevede una riduzione consistente del portafoglio ordini, l’86% prefigura una riduzione di fatturato.
Sono alcuni dei dati presentati oggi dal presidente di Confindustria Emilia Area Centro, Valter Caiumi, durante la presentazione del rapporto annuale della Banca d’Italia sull’economia dell’Emilia-Romagna.

L’osservatorio si basa su informazioni raccolte a partire da marzo da un campione composto da circa un quarto degli associati di Bologna, Modena e Ferrara, (in totale circa 3.300 società) ed e’ rappresentativo di circa venti filiere. “Anche noi come Banca d’Italia avevamo riscontrato un rallentamento dell’economia e della domanda nel 2019 e cominciamo a prepararci ad affrontare il 2020, poi e’ arrivato il Covid e il nostro compito e’ cambiato”, ha detto Caiumi presentando i dati. Tra quelli più positivi spicca la percentuale delle aziende che ritengono di potere chiudere il 2020 in linea l’anno passato, passata dal 6% di marzo all’attuale 14%, “un primo piccolo importante risultato”, ha detto il numero uno di Confindustria. Il 32,9% delle aziende intervistate, per il 38% dei dipendenti, intende non chiudere nel mese di agosto per recuperare sul portafoglio ordini ed essere pronto a settembre, il 49,9% dichiara che resterà chiuso per due settimane, il 12,5%, per tre, e solo il 4,7% chiuderà per 4 settimane.

Il 56% delle imprese intervistate, per un valore pari a oltre 16 miliardi di euro, non ha chiesto una moratoria sui prestiti, e il 68% non ha chiesto accesso al credito utilizzando gli strumenti del decreto Liquidità, bensì i canali dei propri fornitori bancari. Tra chi lo ha fatto, ad aprile l’84% registrava difficoltà con le pratiche, ma la percentuale scendeva al 60% a maggio. Massiccio invece l’utilizzo della Cassa integrazione: ne ha fatto ricorso il 63 delle aziende, per un totale di 36.517 lavoratori. Quanto agli investimenti in sicurezza, il 99% delle aziende ha dotato i dipendenti di Dispositivi di protezione individuale e aumentato le misure di prevenzione , il 97% assicura la pulizia e la sanificazione periodica degli ambienti. Solo il il 9% degli associati ha invece fatto ricorso ai test sierologici sui dipendenti, interessando 5.364 persone. Di queste e’ risultato positivo lo 0,8% dei casi, che e’ stato poi sottoposto per verifiche al tampone. A maggio – ha sottolineato Caiumi – contiamo in Emilia-Romagna appena 10 contagi in 8 imprese, lo 0,02% dei quasi 58.000 addetti. Resta alta l’attenzione dei lavori sul fronte sicurezza: il 37% adotta ancora lo smart working e l’88,4% ha dichiarato che non utilizzerà i mezzi pubblici.



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