Castelfranco Emilia, gli alunni della Seconda A delle Marconi scrivono al Sindaco




Più altalene e più parchi, ma anche un maggior numero di negozi di abbigliamento e tanti eventi d’estate, ma anche una diversa organizzazione della piscina con la richiesta precisa di diminuire il numero di ombrelloni e aumentare quello degli scivoli realizzando al contempo una vasca ad uso esclusivo dei bambini fino a dieci anni. Queste alcune delle richieste che i ragazzi della seconda A delle Scuole Medie Marconi hanno inviato al Sindaco di Castelfranco Emilia Giovanni Gargano, dopo aver sentito  il messaggio che lo stesso Primo Cittadino aveva inviato a tutta la popolazione nel pieno del lockdown. Un vocale diffuso via whatsapp, con migliaia e migliaia di condivisioni, dove Gargano, tra le altre cose, evidenziava ancora una volta la totale apertura e la massima attenzione dell’intera Giunta nei confronti di tutta la cittadinanza, nessuno escluso, aggiungendo un invito a fornire anche suggerimenti e idee. Appello raccolto al volo dal Professor Enrico Silvano, insegnante d’italiano di questa e altre classi, che ha deciso di coinvolgere direttamente gli alunni i quali, a loro volta, non si sono fatti certo pregare: carta e penna alla mano, hanno inviato singolarmente le loro richieste, giunte al Comune proprio a poche ore dal termine di questo anno scolastico molto particolare.

«Siamo proprio contenti della risposta giunta dai giovani e li ringraziamo per i tanti spunti che ci hanno inviato, così come rivolgiamo il nostro plauso al Prof. Silvano per aver reso partecipi, anzi, protagonisti i suoi studenti» ha subito sottolineato l’Assessore alla Scuola e alla Cultura Rita Barbieri evidenziando quanto sia «importante il massimo coinvolgimento anche dei ragazzi per stare sempre al passo, per capire le loro esigenze, le loro problematiche e i loro desideri. Non solo – ha aggiunto – ancora una volta hanno dimostrato un ottimo livello di maturità, nonostante la giovanissima età, ponendo l’accento anche su tematiche per noi sempre attuali come, ad esempio, l’attenzione e la cura verso l’ambiente. Non sono poi mancate anche alcune richieste tanto singolari, quanto simpatiche e, perché no, condivisibili, come il desiderio che aprano tanti nuovi negozi di abbigliamento. Uno su tutti, però, mi sento di evidenziarlo con il massimo della profondità» ha concluso la Barbieri «ovvero l’auspicio,  espresso da tanti alunni di poter tornare in classe, dietro ai proprio banchi, vicino ai propri compagni. L’esperienza a distanza, per loro stessa ammissione, è stata sì formativa almeno da un punto di vista di informatica applicata, ma veramente molto dura perché è mancato tantissimo il rapporto umano. E allora ai ragazzi dico: buone vacanze!».



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