Covid-19 – Fase 2: Muzzarelli: “Per enti locali risorse insufficienti”




i“La fase due dell’emergenza da Covid-19 sembra essere davvero iniziata, i dati dei contagi lo confermano ogni giorno e il Comune ha lavorato per fare in modo che, oltre agli uffici pubblici, l’intera città fosse riaperta. Ma le risposte messe in campo sino ad oggi dal Governo per gli enti locali sono assolutamente insufficienti”.

È il grido d’allarme del sindaco Gian Carlo Muzzarelli durante l’informazione Covid-19 al Consiglio comunale di oggi, giovedì 28 maggio, un appuntamento che il sindaco ha consolidato confermato durante tutto il periodo dell’emergenza sanitaria in ogni seduta del Consiglio.
“Tutti i cantieri pubblici sono ripartiti – ha affermato il sindaco – anche la pubblicazione delle procedure di gara è tornata a regime e ora speriamo che il Governo metta in campo il Decreto Semplificazioni. Vogliamo sempre di più una città in movimento grazie agli investimenti Bene il Decreto Rilancio, che giustamente concentra le principali risorse per lavoratori e imprese. Ma l’emergenza senza precedenti ha colpito in maniera chirurgica le entrate dei Comuni”.
Muzzarelli si è quindi unito all’allarme lanciato dagli altri sindaci: “Ci sono solo 3 miliardi per le mancate entrate a fronte degli 8 richiesti. Ci daranno un anticipo, ma ad oggi stimiamo che quel 30 per cento valga per Modena circa 3,7 milioni mentre abbiamo potremmo avere entrate mancanti per oltre 30 milioni. Non ci sono i 400 milioni chiesti dai sindaci per ristorare la Tari alle attività economiche chiuse dal lockdown e pochissime risorse per compensare Tosap e Tassa di soggiorno. Insomma, siamo ancora molto lontani da quello che avevamo richiesto al Governo, lo stesso Decreto istituisce infatti un Tavolo Permanente per monitorare l’andamento dei bilanci locali”. Il sindaco ha quindi sollecitato che, a maggior ragione se si raggiunge l’accordo sul Recovery Fund, vengano trovate da subito le risorse per gli enti locali.
Durante la comunicazione, ha sottolineato anche altri aspetti, innanzitutto quelli sanitari, fornendo dati aggiornati e ringraziando in particolare il Prefetto e tutti i soggetti che hanno partecipato al Ccs il Centro Coordinamento Soccorsi che “per 91 giorni lunghissimi e pesanti” si è incontrato quotidianamente e ora, chiuso dal 25 maggio, si limiterà a un aggiornamento a cadenza settimanale.
“Ma il virus non è sparito nel nulla. Serve ancora grande senso di responsabilità individuale e di comunità per non vanificare gli sforzi fatti”, ha ribadito Muzzarelli.
“Siamo entrati una fase nuova dove i comportamenti di tutti sono fondamentali. Serve grande attenzione nel rispettare protocolli, regole e procedure. Bisogna andare avanti con i test sierologici e con i tamponi”.
A questo proposito, la Regione intende arrivare ad eseguire entro l’autunno, a Modena, 15 mila tamponi al giorno ed entro giugno test sierologici al 15 per cento della popolazione. Mentre il Comune ha già annunciato un programma di test sierologici, su base volontaria, per gli oltre 1.200 dipendenti; inoltre, grazie alla donazione privata di un laboratorio modenese la possibilità di svolgere facoltativamente i test sierologici sarà estesa ai componenti del Consiglio comunale, Consigli di Quartiere e Giunta che sono in contatto quotidiano con i dipendenti comunali.
Sono invece stati complessivamente 8.212 i tamponi eseguiti a domicilio fino ad oggi dall’Assistenza Infermieristica Territoriale su pazienti con sintomi e 9.361 quelli in modalità drive trough (circa 6mila nel distretto di Modena).
Il sindaco ha anche ricordato che continua su tutto il territorio provinciale l’attività delle Usca, le Unità Speciali di Continuità Assistenziale e alta è ancora l’attenzione dell’Ausl verso le Cra, dove aumenta il numero dei guariti. A Modena in particolare nelle tre strutture interessate dalla diffusione del Covid, nell’ultima settimana non si sono registrati ulteriori decessi, mentre gli ospiti complessivamente guariti sono saliti a 54 e sono 11 quelli ancora in isolamento (dati aggiornato al 25 maggio).
Il sindaco ha anche sottolineato la necessità di continuare a fare investimenti per rafforzare l’intero sistema della sanità pubblica italiana. Ha quindi ricordato i 278 milioni di investimenti già annunciati dalla Regione, attraverso un piano pluriennale per la riqualificazione della rete ospedaliera, lo sviluppo della rete sanitaria territoriale e per l’innovazione tecnologica.
In particolare, a Modena, che farà parte dell’hub della rete nazionale delle terapie intensive, procedono i lavori per la realizzazione di un nuovo reparto degenza di terapia intensiva da 18 posti letto all’ospedale di Baggiovara, a cui si aggiungeranno i 30 posti del Policlinico dove è imminente l’avvio dei lavori.
Per quanto riguarda invece la rete territoriale, gli investimenti saranno dedicati in gran parte alla realizzazione di dieci nuove Case della salute e tre Ospedali di comunità (Osco) oltre ai due attivi a Fanano e Castelfranco Emilia. A Modena oltre 16 milioni e 500 mila euro vanno per la Casa della salute di via Levi Montalcini e per quella prevista in via Panni nell’area del Charitas.



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