Daniele Mariani Presidente provinciale Fiesa – Federazione italiana esercenti specialisti dell’alimentazione – Confesercenti Modena e Presidente nazionale Assofrutterie commenta il rincaro del 5% registrato a Modena per quanto riguarda i prodotti freschi al dettaglio:

“In merito alla polemica accesa da Federconsumatori, occorre che venga precisata la sostanziale differenza del regime fiscale cui devono sottostare i negozi di vicinato, che versano il 47% di tasse, mentre gli agricoltori godono di numerose agevolazioni, per cui la loro attività di vendita di prodotti ortofrutticoli vede ridotta ai minimi termini l’imposizione fiscale. Il servizio fornito dai negozi di prossimità è ben diverso da quello, ad esempio, dei produttori agricoli che vendono nei mercati o presso i loro poderi o lungo la strada: non solo questi ultimi non sono sottoposti a tassazione, ma vendono sia la prima che la seconda scelta senza distinzione. Per questi e tanti altri motivi riescono a essere più competitivi. Di fronte all’emergenza che stiamo vivendo i nostri operatori hanno rappresentato una certezza costante, con una proposta molto selezionata, a famiglie e anziani che nella maggior parte dei casi sono stati sostenuti da un servizio a domicilio competente e preciso, che ha compensato egregiamente le restrizioni alla mobilità. Per quanto riguarda i rincari, non nego che alcune tensioni si possono essere registrate, per la stragrande maggioranza dei casi tutte ben motivate: ad esempio le arance, soprattutto la qualità tarocco, hanno registrato un aumento del 20-30%, dovuto al fatto che la stagione si avvicina alla conclusione – quindi abbiamo poco prodotto sul mercato – ma c’è ancora tanta richiesta attiva nei negozi, vista anche la necessità di vitamina C. A questo si devono aggiungere i problemi legati ai trasporti, quasi raddoppiati vista la difficoltà a trovare il carico di ritorno”.

Alcune verdure come cavoli, broccoli, melanzane hanno subito notevoli aumenti, di oltre il 20%, sia perché di fine produzione sia per scarsità di arrivi, specialmente dal centro Italia. Ma sono situazioni che si sono sempre verificate tutti gli anni e a ogni cambio di stagione. Zucchine, insalate, radicchi, cicorie, bietole e carciofi sono ancora molto richiesti ma non si riscontrano significative variazioni di prezzo.

“Detto questo – conclude Mariani – vorrei dire ai colleghi di Federconsumatori, con i quali in diverse occasioni abbiamo collaborato, che le critiche sono sempre bene accette se ben motivate. Ma ai dettaglianti di generi alimentari, sia che facciano parte della grande distribuzione sia che siano dei piccoli fruttivendoli, in questo momento a nostro avviso è dovuto un plauso per l’opera e per il lavoro che hanno sostenuto correndo rischi enormi nel contesto drammatico che stiamo vivendo”.

 



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