Gruppo Consiliare PD: “Mancata trasparenza nella nomina del nuovo amministratore SGP e violazione del diritto di indirizzo del Consiglio comunale”




“Le risposte fornite dal sindaco alle interrogazioni presentate dal Partito Democratico nel corso dell’ultimo Consiglio sono del tutto insoddisfacenti, sia sotto l’aspetto politico (e non solo), sia sotto l’aspetto della correttezza della procedura adottata e dei probabili danni conseguenti.

Sotto l’aspetto politico, non è stata fornita alcuna motivazione credibile riguardo la traumatica rottura di un rapporto, 3 mesi prima della sua scadenza naturale, con un soggetto che fu nominato da una giunta guidata dal sindaco Caselli e dal vicesindaco Menani; a cui furono attribuiti i più ampi poteri relativi alla gestione del concordato della società, un concordato impostato dallo stesso Caselli.

Un professionista che  la giunta Pistoni aveva riconfermato, per garantire continuità lavorativa al piano concordatario di SGP.  Cosa ha motivato la giunta a compiere una scelta così azzardata sconfessando in modo così grezzo un suo fidato collaboratore? Perché non ha aspettato tre mesi, quando a fine marzo l’incarico sarebbe scaduto in modo naturale?

Decisione sconsideratamente azzardata.  Sotto l’aspetto economico e dei danni che potrebbero derivarne unicamente perché il Sindaco ha volutamente deciso di percorrere questa strada, fuori da ogni regola e legalità. Ha deciso autonomamente, di correre il rischio di pagare i danni che potranno essere richiesti da Cavallini. Trascurando un grosso particolare: la cassa non è quella reale ma della comunità sassolese. (e di cui chiederemo conto alle tasche del sindaco)

Sotto l’aspetto della correttezza istituzionale, infine, nasce un ultimo, inquietante interrogativo rimasto senza una risposta soddisfacente, cioè quello riguardante le modalità di nomina del nuovo amministratore.

Nell’attuale pieno vigore di una delibera consigliare, la n.64 del 2009, mai revocata, che detta gli indirizzi da osservare per procedere a revoche e nomine di questo tipo, il Sindaco si è mosso in spregio di tale atto e ha operato una scelta senza alcuna tipo di pubblicità e di selezione trasparente. Non era obbligato a farlo, dice, citando il Decreto legislativo 175/2016, ma tralasciando volutamente l’indirizzo consigliare e l’articolo 50 del TUEL; allora perchè tante amministrazioni di centro destra, come a Genova e Verona, fanno avvisi pubblici e raccolte di candidature per nominare i rappresentanti del comune presso aziende e enti?

Il sindaco sostiene, poi, che l’amministratore unico non rappresenta il Comune di Sassuolo. Una interpretazione del ruolo dell’amministratore di una società partecipata interamente dal Comune di Sassuolo che lascia interdetti.

All’assemblea che revoca l’amministratore e ne nomina uno nuovo, il sindaco rappresenta l’unico socio della società, che è il Comune di Sassuolo per il tramite del Consiglio Comunale in carica,  unico soggetto al quale l’amministratore stesso deve rendere conto. A meno che il sindaco non pensi che lui solo è il Comune di Sassuolo.  La mancanza di osservanza degli indirizzi espressi dal Consiglio Comunale dovrebbero preoccupare anche i consiglieri di maggioranza….”.

(Gruppo Consiliare del Partito Democratico)