Castelnuovo, presentata la stagione di Crac e la nuova piramide


La nuova stagione di CRAC Spazio Arte è pronta al debutto. Per il terzo anno consecutivo, CRAC (Castelnuovo Rangone Arte Contemporanea) si prepara ad ospitare ogni due mesi un diverso artista, che occuperà le vetrine poste sotto le antiche mura cittadine con uno specifico progetto espositivo. Artisti e stili diversi si alterneranno in un unico contesto, lo spazio CRAC, che rimane coerente alla sua prerogativa di abbattere la barriera tra l’arte e il vissuto quotidiano, rendendo le esposizioni visibili 365 giorni all’anno, 24 ore al giorno.

“Attraverso lo spazio CRAC – afferma Alessandro Mescoli, che cura le mostre insieme a Massimiliano Piccinini –, il Comune di Castelnuovo continua ad investire sui giovani, promuovendo la ricerca in campo artistico ed allargando il senso di comunità. Grazie all’Amministrazione comunale e all’assessora Baldazzini per aver creduto in questo progetto”.

La stagione 2020 sarà aperta ufficialmente sabato 8 febbraio alle 17 con la mostra “Curatio Vulneris” di Alena Tonelli e Vale Palmi, artiste formatesi all’Accademia di Bologna. L’esposizione, curata da Maria Chiara Wang, resterà allestita fino al 22 marzo: “Lo Spazio Arte di Castelnuovo – precisa la Wang –, grazie a una programmazione che si sta consolidando nel tempo, si afferma come riferimento importante non solo per la sua comunità, ma per tutte le figure che ruotano attorno al mondo dell’arte contemporanea”.

Il 4 aprile alle 17 vernissage per “Metamorfosi”, progetto dell’artista modenese e docente all’Accademia di Brera, Barbara Giorgis, curato dal critico d’arte Mario Bertoni e visitabile fino al 24 maggio.

La terza installazione è “Collected Poems” di Flavio Pacino, artista attivo a Bologna e Firenze, recentemente rientrato da esperienze newyorkesi. Nella sua personale a CRAC, a cura di Martina Aiazzi Mancini, contributor di Forme Uniche, Pacino propone dal 6 giugno al 26 luglio un’installazione ambientale, una visione avanti nel tempo che offre un’istantanea sul futuro in cui la relazione tra naturale e artificiale è indissolubile.

In estate dalle vetrine di CRAC si potrà ammirare il lavoro dell’artista Laura Forghieri, formiginese d’origine ma milanese di formazione, a cura di Daniela Ferrari del Museo MART di Trento e Rovereto. La mostra, dal titolo “Corpo a corpo”, resterà allestita dal 2 agosto al 3 ottobre.

Ad accompagnare l’arrivo dell’autunno sarà il progetto installativo di Luca Caccioni, artista bolognese di interesse internazionale e direttore della cattedra di pittura all’Accademia di Bologna: la sua esposizione “Auspice Maria. I due monogrammi trovati”, curata da Alessandro Mescoli, sarà visitabile dal 17 ottobre al finissage del 29 novembre.

Chiuderà il 2020 la mostra di un altro artista internazionale, il pittore modenese Andrea Chiesi, docente di pittura per le Accademie di Ravenna e Macerata. Chiesi svilupperà un particolare progetto per il quale sarà affiancato da tre sue allieve dell’Accademia di Macerata: Camilla Cerioni, Irene Favalli e Sofia Paci. L’esposizione, dal titolo “FA.PA.CE con Chiesi. Le dimensioni della pittura”, sarà inaugurata il 12 dicembre e resterà allestita fino al 24 gennaio 2021.

Per maggiori informazioni, visitare il sito www.comune.castelnuovo-rangone.mo.it o contattare l’Ufficio Cultura del Comune di Castelnuovo Rangone allo 059-534802.

Nuova opera d’arte urbana. Domenica 16 febbraio inaugura Meditation surface tetrahedron

Una piramide dal grande valore simbolico ad ornamento della piazzetta sotto l’antica cinta muraria. Domenica 16 febbraio alle 11.30 inaugura “Meditation surface tetrahedron”, la nuova opera d’arte urbana di Castelnuovo Rangone.

Realizzata con una produzione limitata di piastrelle della ceramica Refin, tra i leader mondiali del settore, su progetto grafico dell’artista Pier Lanzillotta, l’opera racconta un lungo viaggio che parte dalle trame grafiche dell’artista, attraversa il quotidiano e diviene infine opera urbana, carica di simbologie evocative. All’osservatore si presenta un tetraedro che con i suoi quattro triangoli equilateri ricalca la perfezione dei solidi platonici, con forti richiami all’antichità, lo spazio figurativo del focolare, che trova spazio nella piazza come una fiamma simbolica, tenuta accesa per ricordare la natura sottile dell’uomo, parte di un organismo più complesso e delicato: il pianeta terra. La trama fitta di un bianco e nero è lo scenario dove diventa necessario perdersi per ritrovarsi, in una dimensione propria e collettiva insieme.

“L’opera – afferma Sofia Baldazzini, assessora alla Cultura del Comune di Castelnuovo Rangone – traccia il valore che l’artista ancora vede nello spazio corale, come palcoscenico delle proprie produzioni ma anche come luogo emotivo dove regalarsi ai passanti. Ancora una volta l’arte contemporanea, come avviene dentro lo spazio CRAC, ci sfida a non cercare risposte, ma a porci domande, superando l’attenzione al quotidiano, mantenendo uno sguardo culturale aperto, curioso e capace di cogliere la ricchezza di un nuovo e diverso punto di vista”.