La riscoperta dei codici di Leonardo da Vinci da parte di Giovanni Battista Venturi in una mostra alla Panizzi


Sicuri di sapere tutto su Leonardo da Vinci? Che ruolo ha avuto il fisico reggiano Giovanni Battista Venturi per la conoscenza moderna di Leonardo? E che cosa ci raccontano su Leonardo manoscritti, carteggi, libri antichi e moderni, incisioni e altro materiale iconografico, custodito nei depositi riservati della Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia?

A questi e altri interrogativi cercherà di rispondere la mostra promossa e organizzata dalla biblioteca Panizzi con il sostegno di Iren “Un fisico reggiano a Parigi. Giovanni Battista Venturi e una nuova immagine di Leonardo da Vinci” che è stata presentata questa mattina alla presenza del direttore della biblioteca Panizzi Giordano Gasparini e dei curatori Roberto Marcuccio e Chiara Panizzi e sarà inaugurata nella Sala Mostre della Biblioteca sabato 19 ottobre alle ore 11.00.

La mostra, ideata e curata da Roberto Marcuccio e Chiara Panizzi, articolata in sei sezioni, si propone di far conoscere la figura di Venturi, che per primo studiò a Parigi, nel 1797, i manoscritti di Leonardo che i francesi avevano requisito a Milano, ma anche di proporre alcune chiavi di lettura dell’opera e della fortuna di Leonardo, valorizzando materiali poco noti del patrimonio librario e iconografico della Biblioteca.

“Come già Milano, Torino e Napoli – dichiara l’assessore alla Cultura, Annalisa Rabitti – anche Reggio Emilia celebra il V centenario della morte di Leonardo da Vinci con una mostra capace di raggiungere un pubblico il più ampio possibile, un’occasione che permette a tutta la comunità di ‘inciampare’ nella cosiddetta ‘cultura alta’, resa finalmente accessibile anche grazie a visite guidate, conferenze e percorsi per ragazzi. La mostra sarà un’opportunità per riscoprire non solo la figura di Giovanni Battista Venturi, nostro concittadino illustre che ha contribuito a costruire l’immagine che si ha tutt’ora di Leonardo, ma anche lo straordinario patrimonio del sistema bibliotecario reggiano, in primis il bellissimo manoscritto appartenuto a Venturi e risalente agli inizi del secolo XVIII del Trattato della pittura conservato presso la Panizzi”.

“La Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia – ha dichiarato il direttore Giordano Gasparini nella conferenza stampa di presentazione della mostra – partecipa alle celebrazioni vinciane con un’iniziativa espositiva animata dall’obiettivo prioritario di ricomporre un mosaico vario e diversificato di settori importanti del proprio patrimonio documentario che auspichiamo susciti nel visitatore e nel lettore nuovi interrogativi sulla personalità e l’eredità di Leonardo e insieme la rinnovata consapevolezza della ricchezza e del valore delle raccolte storiche della biblioteca Panizzi. Fin dal titolo, il progetto espositivo intende mettere in dialogo il lascito di un importante personaggio, legato al territorio di Reggio Emilia, il fisico e storico della scienza Giovanni Battista Venturi con le numerose testimonianze vinciane di diversa provenienza, conservate presso la Biblioteca Panizzi, e con le consistenti raccolte di grafica reggiane, oggi suddivise fra Biblioteca, Musei civici e Liceo artistico statale “Gaetano Chierici”.

Il percorso espositivo

Si comincia con un profilo biografico e intellettuale di Venturi che, dopo gli studi con Corti e Spallanzani, contribuisce a “svecchiare” il metodo d’insegnamento della fisica all’Università di Modena (in mostra anche le tesi dei suoi alunni), da adulto viaggia molto (Parigi, la Svizzera) e, una volta in pensione, si dedica a pubblicare molte delle sue opere. In particolare, durante il soggiorno parigino Venturi studia e trascrive i codici di Leonardo e acquisisce il grande merito di esaminare per primo con sistematicità la componente scientifica degli scritti vinciani e farne oggetto di comunicazione al mondo degli studi.

La mostra prosegue focalizzandosi sulla figura e l’immagine di Leonardo, attraverso le testimonianze della Biblioteca Panizzi prima e dopo Venturi. Sarà esposta la prima edizione del Trattato della pittura, pubblicata a Parigi nel 1651 e illustrata su disegni di Poussin (prestito del Museo della scienza e della tecnologia di Milano). Lo stesso modello lo ritroveremo nel bellissimo manoscritto appartenuto a Venturi e risalente agli inizi del secolo XVIII.

Si cercherà di ricostruire a campione la “biblioteca ideale” di Leonardo, con gli autori e le opere che concorsero a determinarne la formazione di grande autodidatta. Saranno esposte opere di Ovidio, Plinio il Vecchio, Dante, Luca Pacioli e altri, contenute in preziose edizioni antiche della Panizzi.

Chi, oltre Venturi, ha contribuito a costruire la nostra immagine di Leonardo? Per rispondere a questa domanda, la mostra propone opere, edizioni e testimonianze apparse fra Ottocento e Novecento, a partire dall’opera di Giuseppe Bossi sul Cenacolo, passando per l’antologia e la biografia vinciane del modenese Edmondo Solmi, senza dimenticare i reggiani Giovanni Costetti e Prospero Carri, per arrivare a Carlo Pedretti e, a conferma dell’intramontabile fama popolare di Leonardo, a Dan Brown e Stilton.

Una sezione iconografica, costituita da preziose stampe della Panizzi e del Liceo artistico Chierici, si svilupperà parallelamente alle sezioni precedenti, per mostrare come Leonardo abbia affascinato tanti incisori, dal Seicento all’Ottocento, che hanno voluto “tradurre” sulla lastra di rame ritratti, autoritratti, dipinti e disegni del grande maestro di Vinci. In mostra anche un ritratto di Venturi, dipinto ad olio da Prospero Minghetti e conservato presso i Musei civici reggiani.

Con il patrocinio del Comitato nazionale per il V centenario dalla morte di Leonardo da Vinci e la collaborazione del Comitato di Reggio Emilia e Guastalla della Società Dante Alighieri, si propone un itinerario che vorrebbe aiutare a ”leggere” Leonardo fuori dal “mito”, come un personaggio vivo e calato nel proprio tempo, e che si articolerà anche in visite guidate, conferenze e percorsi per ragazzi.

Giovanni Battista Venturi nasce l’11 settembre 1746 a Bibbiano nel ducato di Reggio e muore a Reggio Emilia il 10 settembre 1822. Fu professore nelle Università di Reggio Emilia e poi Modena, dove insegnò fisica, e prese parte alla vita politica del suo tempo. Visse a lungo a Parigi e a Berna. Venturi aveva avuto modo di accostarsi a Leonardo nei tormentati anni 1796-1797, quando un suo viaggio a Parigi per ragioni diplomatiche era coinciso con l’espropriazione dei manoscritti vinciani della Biblioteca Ambrosiana di Milano e il loro trasporto nella capitale transalpina. Gli studi che scaturiranno da questo incontro – e in particolare l’Essai sur les ouvrages physico-mathématiques de Léonard de Vinci pubblicato da Venturi a Parigi nel 1797 –, susciteranno vasta eco in Europa e rappresenteranno un impulso significativo alla conoscenza dell’opera del grande artista, in particolare sul versante dei suoi studi di carattere scientifico e per la conoscenza diretta dei codici vinciani, fino ad allora letti e studiati solo in ristrette cerchie di artisti, ingegneri, idraulici e collezionisti.

Con Venturi e con il filone critico e filologico che rinnovò gli studi storici a partire dal primo Ottocento, si inaugurò un nuovo capitolo dello studio e della conoscenza di Leonardo e della sua molteplice opera. Prima con i tentativi sempre più raffinati di edizioni anastatiche dei codici vinciani, poi con la pubblicazione delle raccolte degli scritti, un’ingente mole di materiale venne messa a disposizione degli studiosi e dei lettori, moltiplicando le possibilità di analisi e interpretazione della biografia e del pensiero del grande vinciano.

Venturi come fisico si occupò della teoria dei colori e di ottica. Ma il suo nome è rimasto particolarmente legato ad alcune ricerche di idraulica, da cui deriva il cosiddetto Tubo di Venturi, strumento preziosissimo in varî campi dell’idro- e aero-meccanica.

Egli si occupò anche di questioni economiche e finanziarie. Tra le sue opere in questo campo vanno ricordati un rapporto illustrante i vantaggi del sistema decimale e i Pareri di finanza. A lui è anche attribuito da A. Montanari un articolo anonimo stampato nel Nuovo giornale dei letterati d’Italia (a Modena 1773), in cui molte critiche sono mosse alla teoria del valore enunciata da P. Verri nelle sue Meditazioni sull’economia politica e all’applicazione del metodo matematico all’economia.

“Un fisico reggiano a Parigi. Giovanni Battista Venturi e una nuova immagine di Leonardo da Vinci”

19 ottobre 2019 – 19 gennaio 2020

  • Sabato 19 ottobre 2019 ore 11.00 Inaugurazione della mostra

VISITE GUIDATE

  • Sabato 26 ottobre 2019 ore 11.00
  • Sabato 16 novembre 2019 ore 11.00
  • Sabato 7 dicembre 2019 ore 11.00

La mostra è visitabile negli orari di apertura della Biblioteca Panizzi:

  • lunedì 9.00 – 20.00
  • martedì 9.00 – 20.00
  • mercoledì 9.00 – 20.00
  • giovedì 9.00 – 20.00
  • venerdì 9.00 – 20.00
  • sabato 9.00 – 20.00
  • domenica * 10.00 – 13.00 (* fino al 15 dicembre 2019)

INGRESSO LIBERO

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