Anupama Kundoo a Cersaie


E’ in corso l’undicesima edizione del programma culturale “costruire abitare pensare” di Cersaie 2019. Ieri mercoledi 25 settembre, presso la Galleria dell’Architettura, si è tenuta la conferenza dell’architetto di origine indiana Anupama Kundoo, da oltre 30 anni attenta alla ricerca e sperimentazione di materiali volti ad un’architettura a basso impatto ambientale.

“Per costruire bene – ha affermato Anupama Kundoo – è importante investire innanzitutto sulle conoscenze e dobbiamo essere in grado di costruire un senso di comunità, prima ancora che costruire un edificio. Per usare una metafora, il progetto è un albero e la conoscenza ne è la radice. Oggi abbiamo tante conoscenze ma spesso continuiamo a costruire senza attenzione all’ambiente”.

Il lavoro di Anupama Kundoo si estende anche alla progettazione urbana, grazie alla sua esperienza in urbanizzazione rapida legata allo sviluppo. Proprio in questo ambito l’architetto ha individuato alcuni grandi temi da tenere in considerazione quando si progetta: innanzitutto la concentrazione demografica, che spesso non trova corrispondenza con la disponibilità delle risorse naturali. Il tema delle migrazioni crea nuovi scenari di urbanizzazione che si traducono anche in nuove “richieste” di globalizzazione dai nuovi cittadini. Infine c’è il problema della segregazione sociale, nei confronti di coloro che non si possono permettere una casa e sono costretti a vivere nei ghetti.

“Il luogo è il primo elemento della progettazione – ha spiegato Kundoo – e non bisogna mai dimenticare l’importanza del fattore umano coinvolto nella progettazione. Il tempo è un altro fattore fondamentale nella progettazione. L’estetica contemporanea e le scelte di design hanno a che vedere anche con la scelta dei materiali; non esistono solo i materiali industriali, ma anche quelli locali e naturali, che reggono equilibri locali e sociali in realtà più difficili”.

“Le tecnologie devono interagire e dialogare con le persone e con la conoscenza – ha concluso Anupama Kundoo – e io prediligo tecnologie che abbattano i costi di realizzazione ma allo stesso tempo evitino gli sprechi e siano alla portata di tutti”.