Casalgrande entra nella rete dei Comuni Mafia Free


Casalgrande è un Comune Mafia Free: è stato sottoscritto questa mattina, nella sala del Consiglio comunale, il decalogo di regole per contrastare le infiltrazioni della criminalità organizzata sul territorio. Erano presenti alla cerimonia il sindaco del comune campano di Bacoli, Josi Gerardo Della Ragione, minacciato a seguito della sua lotta per la legalità; la viceprefetto Alessandra De Notaristefani, il sindaco di Castelnovo Monti Enrico Bini, la scrittrice Laura Caputo, diversi primi cittadini e amministratori di altri comuni.

“Questo consiglio – ha spiegato il sindaco di Casalgrande Giuseppe Daviddi – per me ha un significato particolare: un nuovo e più forte contrasto alla criminalità organizzata attraverso l’adozione digli strumenti che permettono una maggiore sicurezza, sorvegliando le gare d’appalto, il conflitto di interessi, lo smaltimento dei rifiuti, la speculazione edilizia. Con l’aiuto della dottoressa Laura Caputo abbiamo assimilato e condiviso i principi del protocollo. Fare rete con gli altri sindaci Mafia Free significa fare tesoro delle esperienze altrui e vincere la sensazione di isolamento, che non deve mai essere presente nell’attività dei primi cittadini”.

Con queste parole Josi Gerardi della Ragione, sindaco di Bacoli, ha raccontato delle prime minacce ricevute: “Don Peppe Diana (parroco ucciso della camorra, ndr) mi fu citato al telefono prima della mia proclamazione a sindaco. Una chiamata anonima, alle 11 di sera in cui mi si diceva ‘Mi raccomando domani vieni eletto’. Mi aspettavo che mi facessero gli auguri e invece aggiunsero: ‘o fai il bravo o ti facciamo fare la fine di don Peppe Diana’, ripetuto tre volte. Ho denunciato tutto ai carabinieri, un atto doveroso. Poi, arrivato in Municipio, non mi sono scoraggiato: abbiamo fatto la proclamazione con tremila cittadini in piazza e ho parlato a difesa della legalità intesa non come fine, ma come strumento con cui si deve perseguire l’obiettivo della giustizia sociale, permettere a tutti di avere uguali diritti”.