Calci e morsi ai carabinieri: arrestato a Montecchio Emilia


Stava ostacolando le operazioni di soccorso che i sanitari del 118 stavano svolgendo nei confronti di un suo amico in coma etilico motivo per cui è stato richiesto l’intervento dei carabinieri di Montecchio Emilia. All’arrivo dei militari, il giovane è andato ulteriormente in escandescenza rivolgendo tutta la violenza nei confronti dei carabinieri presi a morsi e calci dall’esagitato, poi finito in manette. Per questi motivi ieri pomeriggio i carabinieri della stazione di Montecchio Emilia hanno arrestato un 20enne abitante in paese con l’accusa di interruzione di un pubblico servizio, violenza e resistenza a pubblico ufficiale, ristretto al termine delle formalità di rito a disposizione della Procura reggiana. A seguito della condotta violenta due militari, tra cui il comandante della stazione, sono finiti in ospedale con prognosi di 10 e 7 giorni.

E’ accaduto ieri intorno alle ore 14.00 quando i carabinieri di Montecchio Emilia sono intervenuti presso il Parco Enza dove era stato segnalato un giovane che stava ostacolando le operazioni di soccorso che i sanitari del 118 stavano effettuando a un ragazzo in coma etilico. Alla vista dei militari il giovane andava ulteriormente in escandescenza incominciando ad offendere e minacciare di morte i carabinieri che invano cercavano di riportarlo alla calma. Dalle parole passava subito ai fatti prendendo a spallate, calci e morsi i carabinieri che tuttavia, seppur a fatica, riuscivano a bloccare il 20enne conducendolo in caserma e consentendo ai sanitari di soccorrere l’amico. In caserma il giovane continuava con la sua condotta violenta minacciando di morte i carabinieri che alla luce dei fatti lo dichiaravano in arresto per i reati di interruzione di pubblico servizio, violenza e resistenza a pubblico ufficiale. Due militari, tra cui il comandante della stazione, erano costretti a ricorrere alle cure mediche presso il Franchini. Anche per il 20enne, alla luce dello stato di agitazione psicomotoria, si rendevano necessarie le cure presso lo stesso nosocomio da dove veniva dimesso con 4 giorni di prognosi.