Parco del Secchia, il consigliere Macchioni: “opera inutile, alti costi e vincoli per numerose categorie”


Dopo il cambio di amministrazione il consigliere della lista civica Francesco Macchioni torna alla carica per chiedere alla nuova giunta di recedere dall’istituzione di un’area protetta che comprenderebbe, per la parte di Sassuolo, il versante destro del fiume Secchia e l’area collinare di Montegibbio. La proposta era stata approvata a settembre dello scorso anno dal Consiglio comunale durante la giunta Pistoni.

Per Macchioni approvare questa iniziativa vuol dire apportare vincoli naturali in svariati settori: agricolo, edilizio e il privato in generale. Critiche vanno sollevate anche per i costi di realizzazione, ma soprattutto per il mantenimento in essere di enti per la gestione di tale opera, che necessitano come si può ben immaginare di personale manageriale “ben stipendiato”.

Il consigliere fa presente che di recente anche i comuni di Carpi e San Prospero hanno espresso perplessità alla luce delle preoccupazioni degli agricoltori secondo i quali in caso di istituzione del parco potrebbero esserci scorribande di ungulati che andrebbero a distruggere i raccolti, oltre al fatto che i proprietari di terreni nel perimetro sarebbero costretti a selezionare le coltivazioni.

Concettualmente considerare il fiume come un’area da proteggere dalle situazioni di degrado, riqualificare come luogo di svago e tempo libero per il cittadino lo spazio residuale a margine del corridoio fluviale, lo ritengo corretto; ma allo stesso tempo penso si possano benissimo raggiungere questi obbiettivi con semplici strumenti amministrativi.

In un momento di particolare criticità economica della nostra città,“è assurdo” – conclude Macchioni – pensare alla realizzazione di istituzioni di questo tipo, assolutamente inutili e dispendiose.