Ricostruzione post sisma, Nidil Cgil Modena: non viene applicata la parità salariale ai lavoratori somministrati


Sono terminate da alcuni giorni le consultazioni dei lavoratori in somministrazione della provincia di Modena operanti alla ricostruzione post-sisma del 2012, durante le assemblee sindacali fatte in tutto il territorio, a cui hanno preso parte anche numerosi lavoratori, provenienti dalle provincie di Reggio Emilia e Ferrara. Si tratta di oltre 400 lavoratori tra architetti, geometri, assistenti sociali, amministrativi e tecnici, psicologi, ecc… operanti nei Comuni e nelle Unioni Terre d’Argine, Area Nord e Unione del Sorbara.

Oltre alle problematiche, ormai “fisiologiche” che si riscontrano ad ogni cambio appalto (il 16 giugno è infatti scaduta la commessa con Manpower e dal 17 giugno è subentrata Randstad Italia Spa), come ad esempio l’azzeramento del periodo di ferie maturato negli anni precedenti, da metà  giugno si sta ponendo di nuovo il problema del salario accessorio basato sulla produttività, su cui i lavoratori si sono dimostrati particolarmente sensibili.

“Negli incontri svolti in sede regionale nelle scorse settimane infatti, i sindacati Nidil Cgil, Felsa Cisl Uiltemp Uil di Modena e Bologna, unitamente alle Rsu, hanno più volte richiesto e sollecitato, sia alla struttura Commissariale regionale, sia alle Unioni dei comuni modenesi (Terre d’Argine, comuni Area Nord e Sorbara), anche attraverso lettere specifiche firmate congiuntamente con la categoria del pubblico impiego Fp Cgil, una presa in carico del problema sulla mancata erogazione del salario di produttività, spettante sia per legge che per effetto dei vigenti CCNL di settore. Lettere che però ad oggi ancora non hanno trovato alcuna risposta” – afferma una nota del Nidil Cgil Modena -.

“Indignati dalla mancanza di risposte e dal rimpallo istituzionale che ne deriva, tra Comuni, Unioni e  struttura Regionale, i lavoratori riunitisi in assemblea nei giorni scorsi, hanno dato fermo mandato alle Rsu ed ai sindacati di sollecitare uno sforzo di responsabilità dei vari soggetti pubblici, oltre che chiaramente dell’agenzia per il lavoro Randstad (che però in questa vertenza è un soggetto passivo, in quanto dipende dalla valutazione sulla produttività da parte dei Comuni), dichiarando che in assenza di risposte, si vedranno costretti ad indire anche iniziative di mobilitazione, tese a rendere visibile la mancata applicazione della parità di trattamento salariale, definita a tutti i livelli sia dal CCNL Enti Locali, dalle contrattazioni territoriali decentrate, nonché dal recente rinnovo del CCNL della somministrazione di lavoro, applicato a tutti i lavoratori impegnati nella ricostruzione post-sisma”.

“E’ ora di smetterla con questo ping pong istituzionale, i lavoratori meritano una risposta – afferma il segretario Nidil Cgil di Modena Alessandro Cambi – qui non si sta chiedendo nulla in più di quello che contrattualmente spetta di diritto”.
“Si facciano i confronti previsti, che i tempi sono già abbondantemente trascorsi – continua il segretario di Nidil Cgil – oppure non escludiamo che si possano intraprendere anche strade di natura legale, per tutelare una palese discriminazione fatta sulla testa di centinaia di lavoratori che da anni, pur in un contesto di incertezza contrattuale e di precarietà, contribuiscono alla ricostruzione dei nostri paesi e città, danneggiate dal sisma del 2012. Serve uno scatto di responsabilità che possa determinare anche un segnale di equità, per tutte queste persone”.