A meno di due settimane dall’ultima espulsione dall’Italia (avvenuta la mattina del 23 maggio con volo da Malpensa verso l’Albania) ha fatto nuovamente ritorno nel reggiano venendo arrestato dai carabinieri della stazione di Sant’Ilario d’Enza per il reato di rientro illegale nel territorio dello Stato italiano.

Il cittadino albanese E.F. di 36 anni, comparso davanti al Tribunale di Reggio Emilia, dopo la convalida è stato sottoposto all’obbligo di firma presso la stazione di Sant’Ilario d’Enza in attesa dell’ulteriore provvedimento di espulsione che verrà a lui nuovamente comminato. Ha collezionato la bellezza di 13 decreti di espulsione emessi dai Prefetti di Reggio Emilia, Bologna, Treviso, undici dei quali eseguiti con accompagnamento coattivo alla frontiera. A seguito delle violazioni commesse ha collezionato 10 denunce in stato di arresto per reingresso illegale e due denunce in stato di libertà per aver violato le misure imposte dal Questore in alternativa all’accompagnamento.

Una sorta di record per l’albanese che, uscito dal carcere reggiano della Pulce  dopo aver scontato una pena di mesi 8 di reclusione a seguito delle violazioni commesse per il reato di reingresso clandestino sul territorio nazionale, era stato subito portato alla frontiera aerea di Milano Malpensa perché destinatario di un altro provvedimento di espulsione del Prefetto di Reggio Emilia e condotto in Albania. A meno di due settimane da quest’ultimo provvedimento ha fatto però ritorno nel reggiano e precisamente a Sant’Ilario d’Enza. Qui i carabinieri del paese, l’altra mattina, l’hanno fermato lungo via Bruno Ferrari e risultato gravato da provvedimento di espulsione, eseguito il 23 maggio scorso, è stato arrestato. Il 5 giugno dopo la convalida dell’arresto è stato sottoposto all’obbligo di firma presso la stazione di Sant’Ilario d’Enza in attesa dell’ulteriore provvedimento di espulsione che verrà a lui nuovamente comminato dal Prefetto di Reggio Emilia.



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