Giovane Fotografia Italiana torna a Reggio Emilia


Giunta alla settima edizione Giovane Fotografia Italiana torna in città ad aprile in occasione di Fotografia Europea.

La rassegna aperta a tutte le nuove espressioni resta fedele alla sua mission di scoprire nuovi e giovani talenti italiani in campo fotografico e video. Anche quest’anno non deluderà le aspettative presentando le migliori ricerche sul tema Ropes/Corde, realizzate da sette fotografi italiani under 35 Fabrizio Albertini, Silvia Bigi, Emanuele Camerini, Marta Giaccone, Luca Marianaccio, Iacopo Pasqui, Jacopo Valentini,selezionati su ben 141 candidature, da una giuria composta da Carine Dolek, Shoair Mavlian, Daniele De Luigi e Ilaria Campioli.

Gli scatti, che verranno esposti nelle sale dei Chiostri di San Domenico in una mostra collettiva, a cura di Ilaria Campioli e Daniele De Luigi, in occasione del Festival Fotografia Europea in programma dal 12 aprile al 9 giugno 2019, esplorano le diverse sfaccettature della parola chiave prescelta per la settima edizione di Giovane Fotografia Italiana: Ropes. Come i legami sentimentali, le corde possono trattenere ciò che non si vuole perdere e aiutare a a restare uniti; ma possono anche sbarrare la strada e tenere in prigionia. La fotografia possiede la stessa ambivalenza: può preservare le origini e tenere vivi i ricordi, ma anche intrappolare in un passato idealizzato.

Si spazia da Fabrizio Albertini (Verbania, 1984) che con il progetto “Radici” offre un racconto autobiografico sul tema delle origini e della famiglia a Silvia Bigi (Ravenna, 1985) che in “Cicatrici” ricostruisce un passato che vide il padre coinvolto in un incidente aereo e a Emanuele Camerini (Roma, 1987) che in “Notes for a silent man” ripercorre i luoghi dell’infanzia per ricostruire a sua volta i ricordi della figura paterna. Poi Marta Giaccone (Cles, 1988) con “Ritorno all’isola di Arturo” riscopre Procida e i suoi giovani abitanti, Luca Marianaccio (Agnone, 1986) in “404 Not Found” crea un rapporto distopico tra uomo e tecnologia, Iacopo Pasqui (Firenze, 1984) con “N” indaga la vita di giovani trentenni di una provincia italiana, in bilico tra l’andare o il restare, tra il desiderio di un futuro diverso e il legame con le proprie radici. “Vis Montium” di Jacopo Valentini (Modena, 1990), osserva l’attrattività della Pietra di Bismantova con un occhio curioso di comprendere come questo specifico luogo sia in grado di legare mondi diversi, reali e immaginari.

Ropes/Corde è promossa dal Comune di Reggio Emilia e dall’associazione GAI – Giovani artisti italiani, in collaborazione con prestigiose realtà internazionali come FetArt – Circulation(s) Festival de la jeune photographie europeénne di Parigi, Photoworks – Brighton Photo Festival, Roca Umbert Fàbrica de les Arts – Festival Panoràmic di Granollers (Barcellona), oltre a Palazzo Magnani – Fotografia Europea e con il contributo di Regione Emilia–Romagna e di Reire srl.