Ligabue (Licom) “Per riqualificare centri storici sì alla cedolare secca per gli affitti dei negozi”


“Riqualificare i centri storici significa fare politiche attive per il sostegno alle piccole e medie imprese, stimolare l’animazione delle aree a maggiore vocazione commerciale, ma anche recuperare locali commerciali sfitti. I proprietari alle prese con spese condominiali e di manutenzione, tassazione progressiva ad aliquote crescenti, interventi di riqualificazione ostacolati dalla burocrazia, non di rado preferiscono mantenere liberi locali che potrebbero essere utilizzati a uso commerciale, contribuendo a riqualificare vie e centri storici della città. Si tratta di una ricchezza potenziale paralizzata da fisco e burocrazia che anche nelle nostre città lascia sfitti un gran numero di locali”. Cinzia Ligabue, presidente Licom, l’associazione di commercianti aderente a Lapam Confartigianato, rimette al centro del dibattito il tema dei locali vuoti nei centri storici. E, in particolare, mette al centro il tema del peso fiscale sugli affitti: “Il Governo sembra ora intenzionato a rimediare, introducendo una cedolare secca al 21% per il settore non residenziale nella prossima Legge di Bilancio. Un’opzione aperta nel 2011 per il settore abitativo e oggi adottata da circa 2milioni di contribuenti per un gettito complessivo che si aggira intorno ai 2,5 miliardi di euro. Una possibilità interessante per proprietari, ma non solo.

L’estensione della cedolare secca anche alle locazioni non abitative è infatti un provvedimento di riduzione del carico fiscale anche per le imprese che sono in affitto. La misura, così come anticipato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, prevederebbe il blocco degli aumenti Istat, il risparmio fiscale dell’imposta di registro annua a carico del conduttore e, più in generale, la prospettiva di una riduzione dei canoni – sottolinea la presidente Licom -. Bastano pochi calcoli per rendersi conto che con la cedolare secca il recupero di redditività potrebbe raggiungere anche i 2mila euro all’anno su un locale di medie dimensioni in una zona di buona affluenza. Un’opzione appetibile dunque per una vasta platea di interessati, che va accompagnata però – conclude Ligabue – con altre misure per il commercio che vadano nella direzione della detassazione degli investimenti”.