Caso di scabbia nel modenese, avviata la procedura di isolamento


E’ stato diagnosticato un caso di scabbia in una signora di 96 anni, ora ricoverata presso l’Ospedale Civile di Baggiovara. La paziente era giunta al Pronto Soccorso dell’Ospedale Civile di Baggiovara dal proprio domicilio e ricoverata presso l’U.O. di Medicina Metabolica per altra patologia. La paziente è stata trasferita per competenza territoriale al reparto di Lungodegenza dell’Ospedale di Sassuolo al fine di proseguire le cure del caso, in continuità con le indicazioni date dal reparto inviante. Subito dopo la dimissione, è stato accertato il caso di scabbia norvegese a seguito di un ulteriore approfondimento dell’indagine diagnostica. La paziente è stata, quindi, ricoverata nuovamente presso il reparto di Medicina Riabilitativa, in stanza singola, dell’Ospedale Civile di Baggiovara.

La paziente è in buone condizioni generali, compatibilmente con l’età avanzata, il caso è stato isolato e sottoposto ai trattamenti necessari. Tutte le persone che potenzialmente possono avere avuto contatti diretti con la paziente all’interno del reparto, in primo luogo degenti e operatori di tutti i reparti coinvolti, sono già stati trattati a scopo precauzionale, secondo gli specifici protocolli. La profilassi prevede la semplice applicazione di una pomata.

La scabbia è una malattia contagiosa provocata da un parassita, un acaro (Sarcoptes scabiei) invisibile a occhio nudo, e quindi non facilmente diagnosticabile soprattutto negli anziani. La scabbia colpisce persone appartenenti a tutti gli strati sociali, con buone o cattive abitudini igieniche personali, di qualunque età, sia maschi che femmine.

Pur risultando particolarmente fastidiosa, la cura è di relativa semplicità e non invasiva visto che avviene con il solo uso di prodotti da applicare sulla cute.