Senza patente guida con quella dell’omonimo cugino: arrestato a Correggio




Ha violato le prescrizioni della misura di prevenzione della sorveglianza speciale a cui è sottoposto, si è sostituito al cugino usando la patente di guida di quest’ultimo con la sua foto e ha fornito falsa attestazione sulla propria identità personale ai carabinieri della stazione di Correggio che l’hanno fermato in occasione di un controllo alla circolazione stradale. Per questi motivi, un 40enne crotonese residente a Cavriago, peraltro imputato nel procedimento penale scaturito a seguito dell’indagine convenzionalmente denominata Aemilia, nella mattinata di ieri è stato arrestato dai carabinieri della Stazione di Correggio e ristretto a disposizione della Procura reggiana.

L’origine dei fatti poco prima delle 9,00 di ieri 19 gennaio 2017 quando una pattuglia dei carabinieri della stazione di Correggio, durante lo svolgimento di un servizio di controllo del territorio, nel transitare nei pressi di piazzale Finzi a Correggio, notava un’autovettura Mercedes Classe B con vetri oscurati che avendo un’andatura lenta destava sospetti agli operanti in considerazione che nella zona nel recente passato si sono verificati furti su auto in sosta. Per questo motivo i militari provvedevano a fermare l’auto ed effettuare il controllo del conducente e dell’altro passeggero. Nel corso del controllo all’atto dei controlli della patente gli operanti accertavano tramite banca dati che il documento di guida fornito dal conducente aveva la sua foto contrariamente a quello giacente presso la banca dati della Motorizzazione Civile che aveva la foto di un’altra persona. Viste le discrasie emerse i carabinieri approfondivano gli accertamenti verificando che in effetti il conducente pur avendo lo stesso nome e cognome dell’intestarlo della patente (rivelatosi il cugino) si identificava in omonimo a cui peraltro la patente era stata revocata nell’anno 2011 dalla Prefettura di Reggio Emilia. Dalla strada alla caserma il passo è stato breve dove il 40enne crotonese, peraltro sottoposto a Sorveglianza Speciale e imputato nell’inchiesta scaturita a seguito dell’operazione Aemilia, veniva arrestato in ordine ai citati riferimenti normativi violati.

 



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